Facebook, lo usa l’80% dei giovani: social network diventa fenomeno di massa

04/01/2011 FACEBOOK POTREBBE VALERE ANCHE 50 MILIARDI DI DOLLARI IN BASE ALL'ULTIMA ACQUISIZIONE DI TITOLI FATTA DA GOLDMAN SACHS E DALLA RUSSA DIGITAL SKY TECHNOLOGIES. FOTO JENS BÜTTNER/ALIANCE/INFOPHOTO

Piu’ popolare dello sport, e praticato quanto uscire con gli amici, Facebook e’ diventato in pochi anni un fenomeno di massa tra gli adolescenti, raggiungendo picchi di popolarita’ che ne hanno fatto un’ottima azienda per la quotazione in Borsa ma anche un terreno facile per malintenzionati di tutti i tipi.

A fotografare il rapporto con il social network piu’ famoso e’ stato pochi giorni fa il rapporto sull’adolescenza della Societa’ Italiana di Pediatria, secondo cui ormai l’80% dei tredicenni ha un profilo, cifra che sale all’85 se si tiene conto solo dei ragazzi che vivono in citta’, mentre appena tre anni fa la percentuale era del 50%. Tra le attivita’ preferite nel tempo libero, afferma il rapporto, Internet figura per il 51% degli adolescenti, un numero inferiore soltanto a ‘uscire con gli amici’ (57%), e praticamente pari all’attivita’ sportiva (51%). Pur di essere connessi il piu’ possibile i ragazzi rinunciano volentieri anche al sonno: piu’ di meta’ dichiara di andare a letto dopo mezzanotte anche quando c’e’ scuola, e l’attivita notturna preferita e’ ovviamente il web.

Una piazza virtuale cosi’ piena di giovani non poteva che attirare i malintenzionati: secondo il rapporto Sip il 5,3% degli adolescenti dichiara di aver ricevuto, e aderito, a proposte di sesso via internet da parte di uno sconosciuto, ma la percentuale sale al 5,8% tra i giovani che vivono in citta’, mentre una ricerca della Polizia Postale su un campione di ragazzi delle scuole medie ha stimato nel 20% la percentuale di adolescenti contattati da un potenziale molestatore. E se un quarto dei ragazzi passa piu’ di 3 ore al giorno sul proprio profilo in agguato c’e’ anche il fenomeno della dipendenza, che a seconda delle stime puo’ interessare tra il 20 e il 40% degli utilizzatori, una cifra talmente alta da giustificare l’apertura di cliniche dedicate solo a questo problema anche in Italia.

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