F1, gare al simulatore: il training dei piloti Ferrari

C’e’ solo la scocca della vettura, contornata da tre monitor in 3D, il tutto dentro una capsula sopraelevata e sorretta da quattro gambe metalliche. Una sorta di ragno gigante che permette ai piloti di entrare in quella piccola parte di monoposto e simulare da fermi una vera e propria gara di Formula 1, in qualunque circuito del Circus. E’ uno strumento da qualche milione di euro, che e’ presente in casa Ferrari dal 2010. E solo da un anno con monitor tridimensionali.

”E’ una palestra per tutti quanti – ha spiegato il responsabile della simulazione del Cavallino rampante, Giacomo Tortora, studi ad Oxford e per otto anni in McLaren – Serve a capire che succede con la macchina in determinate situazioni”. I primi ad utilizzarlo furono a meta’ anni 2000 gli uomini della McLaren; adesso sono molte le scuderie che hanno questo concentrato di ingegneria meccanica e matematica. I piloti lo usano tre o quattro volte a settimana, lavorando dalle 9 di mattina alle 5 di sera insieme al proprio team, per preparare le gare, migliorare la monoposto e per studi a lungo termine.

Fernando Alonso, che lo guida spesso ed esce dalla scocca a volte neppure con una goccia di sudore addosso, ha comunque ammesso: ”Qualche volta ho il senso di nausea”. Il corpo, semplificando, crede di essere avvelenato perche’ e’ fermo mentre la mente pensa di muoversi. Kimi Raikkonen, diversamente dal compagno di squadra, non ha le stesse sensazioni della vera guida e lo soffre, non usandolo spesso, cosi’ come lo soffriva Michael Schumacher. Ottimo al simulatore, invece, e’ Lewis Hamilton. I piu’ giovani, infatti, sono piu’ abituati ad utilizzare queste tecnologie avanzate.

”E’ stato uno strumento utile per il cambiamento delle regole dello scorso anno – ha aggiunto Tortora – Ma comunque finche’ non vai in pista non ti accorgi delle differenze con le altre vetture, perche’ non sai cosa fanno gli altri”. Il simulatore e’ usato soprattutto il venerdi’, prima della gara per avere indicazioni per il giorno dopo, anche se a volte puo’ essere ormai troppo tardi. Su questa struttura, inoltre, i piloti possono fare manovre che non farebbero nella realta’. Se sbagliano rientrano in pista senza farsi male e ripartono e se vanno a sbattere contro le barriere le attraversano come fantasmi: ”Ho assistito ad incidenti al simulatore che nella realta’ sarebbero stati catastrofici”, ha detto Tortora.

Alonso vuol rimanere in Ferrari, stiamo per chiudere ”Ho un contratto per altri due anni, la mia volonta’ e’ di continuare in Ferrari. Vediamo se si puo’ fare, senno’ rimarro’ per i prossimi due anni almeno”. Fino alla fine del 2016, quindi, quando il contratto di Fernando Alonso arrivera’ alla sua naturale conclusione. Per il dopo ”siamo li’, stiamo lavorando su questo”, ha detto lo spagnolo, a pochi giorni dal Gran Premio di Monza, mettendo a tacere le voci su un suo possibile approdo alla McLaren nel 2015.

E una conferma, seppur indiretta, arriva anche dal direttore tecnico, James Allison: ”Una squadra come la Ferrari ha bisogno di un pilota di prima fila come Alonso”. Per il 33enne spagnolo e’ ”dalla scorsa estate che si diffondono notizie e ‘rumours’ quasi continui. Non e’ una cosa bella, crea stress e non mette serenita’ – ha spiegato – Sono orgoglioso che qualche squadra dica anche pubblicamente che vorrebbe avermi, pero’ e’ da un anno che dico di voler continuare in Ferrari. Questa e’ la mia volonta’ e lo ripeto ogni 15 giorni, ad ogni gara”.

Per il pluri-iridato, il 2014 e’ stato ”l’anno piu’ difficile dei cinque in Ferrari: gli altri anni lottavo per il titolo o per un podio chiaro e la vittoria, invece quest’anno non c’e’ certezza. Si puo’ dire che sia frustrante o triste o la realta’, ma purtroppo e’ da 11 gare che lottiamo per risolvere la situazione per renderci piu’ competitivi”.

Nel mondiale in corso, ormai, ”non c’e’ un obiettivo chiaro: c’e’ voglia di fare bene e fare punti. Penso che il target come squadra e’ di finire minimo al terzo posto nel campionato costruttori, siamo in lotta con la Williams”, ha spiegato Alonso, che ha ottenuto due podi in stagione ed e’ quarto nella classifica piloti. Domenica intanto la Ferrari correra’ in casa, a Monza, ”una gara difficile. Quello che dobbiamo fare noi e’ concentrarci e dare il massimo nel weekend”.

Il podio? ”Dire e’ piu’ facile del fare, ma sicuramente dobbiamo fare la miglior gara dell’anno davanti al nostro pubblico – ha detto – Ho avuto la fortuna in questi quattro anni con la Ferrari di andare quattro volte sul podio, quindi se posso fare la quinta sarebbe fantastico. So che e’ un obiettivo molto ottimista”. Il realismo e la consapevolezza delle capacita’ della vettura sono aspetti che tornano in continuazione nelle parole di Alonso e di James Allison: ”Bisogna essere realisti – ha infatti spiegato il britannico – In ogni pista c’e’ stato un gap con la Mercedes di un secondo. Quindi devono sbagliare molto per darci l’opportunita’ di vincere”. ”Ma tutto puo’ succedere”, ha chiarito Alonso.

Intanto il team, oltre a lavorare alla prossima gara, e’ gia’ proiettato al 2015. Un lavoro su due binari estremamente impegnativo: ”Per il 2015 abbiamo tutte le strade aperte per migliorare – ha detto Allison – Marco Mattiacci (team principal Ferrari, ndr) guarda al futuro, non solo a medio, ma a lungo termine. Vuole tornare davanti a tutti, e vuole che rimaniamo li’ davanti per tanti anni”.

Dall’inizio del campionato mondiale alcune polemiche rincorrono le gare di Formula 1, considerate lente, poco rumorose e noiose. Anche se per Alonso ”le gare sono state piu’ divertenti di quello che e’ stato percepito a casa. Se fai un confronto con il calcio ci sono tante partite da 0-0, e non diciamo ogni lunedi’ che sono noiose. Ma di sicuro – ha ammesso – quando sei a 3 o 4 secondi dalla Gp2 alla gente manca qualcosa”. Un nome utile per spettacolarizzare la Formula 1? ”Flavio Briatore e’ un genio in questi aspetti, ha una visione particolare e diretta, a volte troppo diretta e estrema, pero’ in quello che dice, soprattutto sullo spettacolo e su quello che la gente vuole vedere, non sbaglia mai”.

Sul futuro dell’immagine della Formula 1 potrebbe influire pero’ l’arrivo di giovani piloti in pista, come Max Verstappen, classe 1997, che dal prossimo anno correra’ con la Toro Rosso: ”Quando ero piccolo arrivare in Formula 1 sembrava da supereroe – ha detto Alonso – dovevi avere delle capacita’ incredibili. Oggi un ragazzino che legge queste notizie non ci vede come supereroi, la Formula 1 e’ un po’ piu’ umana”. In conclusione una bella notizia per i suoi tifosi: ”Sono piu’ giovane di quello che si vede da fuori. Come eta’ sicuramente mi rimangono tanti anni, direi dieci. Ma non e’ una questione di eta’, ma di divertirsi in quello che fai”.