Expo, ‘Non di solo pane’: il padiglione della Santa Sede a Milano

“È uno scandalo che ci siano ancora fame e malnutrizione nel mondo. La sfida della fame e della malnutrizione non ha solo una dimensione economica o scientifica, che riguarda gli aspetti quantitativi e qualitativi della filiera alimentare, ma ha anche e soprattutto una dimensione etica e antropologica". Così scriveva Papa Francesco nel 2013 nel suo messaggio per la Giornata mondiale dell’alimentazione.  

Non è quindi una novità l’interesse della Santa Sede per un tema sensibile come quello della fame nel mondo, al pari della partecipazione alle esposizioni internazionali, appuntamenti durante i quali – da Pio IX a Benedetto XVI – il Vaticano ha fatto sentire la propria voce e offerto la propria testimonianza su questioni delicate. In questo quadro si inserisce il padiglione della Santa Sede all’Expo 2015, presentato questa mattina in Aula Giovanni Paolo II.

Il padiglione – dal titolo "Non di solo pane" – è promosso, realizzato e gestito in collaborazione dal Pontificio consiglio della cultura, dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Diocesi di Milano, con il contributo del Pontificio consiglio "Cor Unum". L’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Ospedale pediatrico "Bambino Gesù" sono invece i partner scientifici. In questo ambito, il Bambino Gesù è promotore del progetto "Nutrire la vita", che prevede in particolare la realizzazione di un portale web dedicato, già online, e l’organizzazione di quattro convegni scientifici, più un evento legato alla disabilità nella ristorazione.

La citazione biblica che dà il nome alla presenza cristiana nell’appuntamento milanese "rimanda sia a una visione ampia e integrale, non riduttiva, dei bisogni umani sia a una concretezza che non dimentica la quotidianità con le sue emergenze ed esigenze", come ha ricordato il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura e commissario generale della Santa Sede per l’Expo 2015. "Per l’Expo di Milano – ha spiegato il cardinal Ravasi – vogliamo concentrare l’attenzione dei visitatori sulla rilevanza simbolica del nutrire e sulle potenzialità di sviluppo antropologico del tema".

La "giustizia alimentare" e il confronto tra "Paesi di diverse aree geografiche per migliorare la food security" sono invece stati centrali nell’intervento a seguire di monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, il quale ha ricordato come "oggi, in Italia, oltre 4 milioni di persone (di cui il 70% cittadini italiani) siano sotto la soglia della povertà alimentare e il numero sia in continuo aumento". Pompili ha inoltre rimarcato l’esperienza delle strutture caritative territoriali sia sul piano culturale, per sensibilizzare le comunità sul corretto uso dei beni alimentari, sia su quello orientato ad attivare processi e percorsi, tradizionali e innovativi, per il reperimento delle scorte alimentari da destinare ai poveri.

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