Europee, Pietro Cappelli (MAIE): in politica per lottare a favore degli italiani all’estero

Pietro Cappelli, imprenditore siciliano di successo che vive e lavora in Svizzera da anni, è candidato alle elezioni europee di fine maggio con la lista Io Cambio-MAIE nella circoscrizione Isole. Intervistato dalla giornalista Sagida Said per “Londra Sera”, testata italiana diffusa nella capitale inglese, Pietro ha parlato di politica, di italiani all’estero, di economia. Qui di seguito riportiamo integralmente il pezzo-intervista dedicato da “Londra Sera” a Pietro Cappelli.

DA LONDRA SERA – di Sagida Said

Ormai il conto alla rovescia e’ cominciato e a giorni gli italiani saranno chiamati a rinnovare i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Come ogni volta in questo periodo siamo abituati a manifestazioni elettorali, a promesse, a sgomitate ed insulti tra candidati, a slogan ad effetto e spesso, soprattutto nell’attuale situazione di difficolta’ economica globale, ce ne allontaniamo disgustati. Ma non sempre e’ cosi’. C’e’ anche chi vuole veramente lottare per migliorare la condizione dei propri connazionali, soprattutto dopo che si e’ gia’ affermato in campo professionale e che quindi non ha particolare mire di tornaconto personale da raggiungere.

È il caso di Pietro Cappelli, un liparese emigrato in Svizzera nel Cantone San Gallo che ha raggiunto il successo come pasticcere di altissima qualita’ coniugando i gusti italiani a quelli svizzeri e facendo trionfare sulle loro tavole i panettoni e le colombe, prodotti tipici
della nostra migliore tradizione dolciaria.

Dalla sua esperienza diretta Pietro ha quindi maturato la consapevolezza di un maggiore attivismo a favore degli italiani in Svizzera e nel collegio Europeo ed e’ per questo che si e’ unito al MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero) con cui si presenta alle prossime elezioni con la lista “Io Cambio”.

Tornato di recente da un viaggio a Roma dove ha incontrato altri candidati, lo abbiamo incontrato per chiedergli il suo manifesto e quindi il voto agli elettori.

Innanzitutto la mia motivazione di entrare in politica e’ il desiderio di mettermi a disposizione degli altri e di lottare a favore degli italiani residenti all’estero, troppo spesso lasciati soli dall’Italia non solo in Svizzera ma anche in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio ecc. Essi rappresentano un tesoro per l’Italia ed io come emigrante che vive oltre confine da molti anni, ne conosco le istanze”.

Gli chiediamo anche se puo’ fare un bilancio dell’attivita’ dei parlamentari che negli ultimi anni hanno rappresentato gli italiani all’estero.

“C’è tanta delusione da parte degli italiani all’estero – esordisce -, quando si parla dei rappresentanti che abbiamo in Parlamento. Purtroppo gli eletti all’estero da sempre sono divisi fra loro, non riescono ad agire in maniera compatta in difesa delle nostre comunità. Credo che le divisioni partitiche siano in questo caso il peggior male. Ci vorrebbe davvero un unico gruppo parlamentare – come più volte ha proposto il MAIE – che possa dare forza agli eletti all’estero e agli italiani nel mondo. Purtroppo invidie e gelosie esistono anche a Palazzo e gli eletti dei partiti tradizionali preferiscono comportarsi come ‘soldatini’ di partito piuttosto che pensare al bene degli italiani all’estero, che poi sono quelli che con il loro voto li hanno mandati in Parlamento”.

Vorremmo sapere da Cappelli due delle sue maggiori preoccupazioni: “La rete consolare, prima di tutto. Non possiamo abbandonare a se stesse le comunità italiane all’estero. Razionalizzare va bene, ma non sulla pelle degli italiani nel mondo. E poi made in Italy, il vero petrolio dell’Italia: proteggere i prodotti italiani d’eccellenza dalla contraffazione, promuoverli con maggiore forza a livello internazionale”.

Altro punto del programma di Cappelli sono i giovani (Pietro e’ sposato con Gabriella con cui ha avuto Christina). “I giovani nati oltre confine, sono sempre più integrati nel tessuto sociale e culturale del Paese che li ospita. Il legame con l’Italia va mantenuto innanzitutto in famiglia, poi creando associazioni culturali, sollecitando e organizzando incontri e circoli dove ascoltare musica italiana, scoprire la bellezza del nostro cinema, apprezzare la nostra gastronomia, la lingua e la tradizione letteraria italiane. Bisogna coinvolgere i giovani provando a pensare come loro: se con le nuove generazioni ci mettiamo a parlare solo di politica, di CGIE, di Comites, di cose grigie e noiose, li perderemo sempre di più. E sarà davvero un peccato, perché gli sforzi dei padri non avranno futuro se i giovani non continueranno ciò che in questi anni è stato costruito”.

Pietro ha determinazione, entusiasmo e coraggio. Tutte qualita’ che unite alla sua esperienza nel campo manageriale e alla sua personale esperienza di italiano all’estero vuole mettere a disposizione dei milioni di italiani all’estero. “In fondo – conclude – basterebbe che la politica ascoltasse davvero i nostri connazionali nel mondo e imparasse a considerarli italiani a tutti gli effetti, non italiani di serie B, come spesso purtroppo accade”.

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