Europee, ha vinto l’astensionismo – di Gerardo Petta

20100329 - MILANO - POL - ELEZIONI: CHIUSI I SEGGI PER REGIONALI E AMMINISTRATIVE - Scrutatori impegnati nel conteggio dei voti dopo la chiusura dei seggi ,oggi a Milano, 29 marzo 2010. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO/JI

Analizzando il voto europeo in Italia, dove solo il 58% ha esercitato il diritto di voto, con un calo dell’8% rispetto alle europee del 2009 ed   un astensionismo del 42%, quasi la metà degli aventi diritto, si comprende che il PD ha raggiunto il 40% finale, grazie ad una percentuale altissima di persone che hanno preferito non recarsi alle urne.

Infatti, il solito esercito di sinistra si è dato da fare, come sempre in queste occasioni, per andare a votare e così, grazie a una consistente fetta di moderati che si sono tenuti lontani dai seggi, come buoni soldatini gli elettori dem hanno raggiunto il 40% che non si discute perché è un dato di fatto.

Ci sarebbe da chiedersi, perché questi moderati hanno disertato il voto?

Io credo, innanzitutto, perché sono rimasti disgustati dai toni troppo elevati, dittatoriali e volgari di far ultimamente politica, in particolar modo di Grillo ma anche degli altri leader che hanno dovuto comunque seguirlo un po’ sulla stessa linea per non essere schiacciati in campagna elettorale.

Di questo astensionismo ne ha risentito specialmente Forza Italia con il suo leader part-time, frenato dalla giustizia ad esercitare con una   libertà vincolata ad ore la sua funzione di responsabile di un partito.

Chiaramente, non discuto il risultato che è venuto fuori dalle elezioni europee, ma è una vittoria che non può essere presa come punto di riferimento del quadro politico nazionale.

Quindi, grazie a questi fattori Renzi ha vinto e tanto di cappello per il momento, ma in Europa il vento è cambiato e gli euroscettici sono aumentati, diventando un gruppo di cui bisognerà tener conto a Strasburgo.

Se Renzi credesse, invece, di poter cavalcare quest’onda  del successo europeo andando al voto in autunno o agli inizi del 2015, in modo da poter governare da solo l’Italia, si sbaglierebbe di grosso. E dato che è una persona intelligente, penso che si godrà il risultato, senza cercare di tirare troppo la corda, in quanto sa benissimo che le politiche sono un’altra cosa.

A questo punto invece sarebbe il caso che Forza Italia e il centrodestra riflettessero sulla loro divisione e cercassero di coalizzarsi insieme per recuperare l’elettorato dei moderati e in futuro andare al voto, perché l’Italia ha tanti problemi da risolvere e con l’attuale maggioranza di governo non si va da nessuna parte.

Infine, l’elettorato di Grillo sta cambiando direzione e lì ci sono altre persone da convincere a ritornare a votare per il centrodestra, ma con uno schieramento unito e costruttivo. Solo in questo modo si potrà aver la meglio sul centrosinistra!

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