Europee, Grillo ammette la sconfitta ma non si arrende

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse 10-07-2013 Roma Politica Senato - conferenza stampa M5S dopo incontro Quirinale Nella foto: Beppe Grillo Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 10-07-2013 Rome Politics M5S press conference In the photo: Beppe Grillo

Beppe Grillo non ha altra possibilità che ammettere la propria sconfitta. E, sul proprio blog, con un videomessaggio, accetta anche lo sfottò del "vinciamo poi", ovvero la storpiatura dell’hashtag originale #vinciamonoi che era stato il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle nel corso della campagna elettorale per le Europee. "Adesso ci state prendendo in giro. Vi capisco. Mettete proprio il coltello nella piaga. Abbiamo perso. Non è una sconfitta, siamo andati oltre la sconfitta. Vinciamopoi, sì #VinciamoPoi".

Nel videomessaggio Grillo fa capire che si certo non si dà per vinto: "Abbiamo il tempo dalla nostra, è ancora presto. Quest’Italia è formata da generazioni di pensionati che forse non hanno voglia di cambiare, di pensare un po’ ai loro nipoti, ai loro figli, ma preferiscono stare così. Son dei numeri che non si aspettava nessuno, però noi siamo lì, siamo il primo movimento italiano, il secondo partito. Abbiamo preso il 21-22%, abbiamo preso l’Iva, senza avere voti in nero e siamo lì senza aver promesso niente a nessuno, né dentiere né 80 euro".

"Io sarei anche ottimista, quindi: non scoraggiatevi. Vedo messaggi: ‘cosa facciamo? andiamo avanti?’, certo che andiamo avanti. Siamo la prima forza di opposizione, faremo opposizione sempre di più, sempre meglio e cercheremo di rallentare il dissanguamento, lo spolpamento di questo Paese, che ci sarà. Noi saremo precisi, puntuali, e ci saremo sempre, non preoccupatevi".

Il Movimento si è fermato al 21,2% dei consensi. Troppo poco, rispetto alle aspettative. Grillo perde voti, mentre il Pd cresce a dismisura (oltre il 40%). Una pugnalata al cuore, per il comico genovese, come quella che lui stesso ha mimato questa mattina con i giornalisti lasciando la sua casa di Sant’Ilario, nel Genovese. Una pugnalata che si è sentita forte. Tanti italiani hanno tolto la propria fiducia al M5S. Evidentemente urlare e insultare non basta più.

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