Europee, ecco perché per il MAIE non sono state una sconfitta – di Ricky Filosa

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Le elezioni europee si sono concluse e per una volta si sa per certo chi ha vinto: Matteo Renzi. Il flop di Silvio Berlusconi e la sconfitta di Beppe Grillo ancora pesano con forza all’interno di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. L’ex sindaco di Firenze ha fatto man bassa di voti e l’impressione è che – se non cambieranno le cose, se soprattutto il centrodestra non sarà capace di ricompattarsi e guardare al futuro – continuerà a macinare consensi per altri anni ancora.

Le Europee appena trascorse hanno visto anche gli italiani nel mondo in prima linea, grazie a Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE. Il Movimento Associativo Italiani all’Estero si è presentato in Europa in alleanza con un altro movimento, Io Cambio. La lista Io Cambio-MAIE, presente in tutte le circoscrizioni, dal Nord al Sud, isole comprese, è stata l’unica lista ad avere messo al centro del proprio programma tutto ciò che riguarda il mondo dell’emigrazione e del Sistema Italia oltre confine.

Merlo, intervenuto alla Tribuna Elettorale di Rai Parlamento, lo ha spiegato molto bene: made in Italy, turismo di ritorno, rete consolare, diffusione della lingua e della cultura italiana. “C’è bisogno di una vera politica per gli italiani nel mondo”, ha detto. Sacrosanto.

Il leader del MAIE, dinanzi alle domande più dirette e specifiche sul programma e sulle aspettative del suo movimento, si è mostrato pienamente a suo agio nella veste di rappresentante dei cittadini che vivono all’estero, spiegando che oltre i confini del BelPaese esiste un’altra Italia, un’Italia che merita attenzione e che potrebbe dare molto alla nostra Penisola, soprattutto in questo periodo di crisi economica.

Quando gli è stato chiesto quale risultato elettorale fosse per lui soddisfacente, Merlo ha risposto sicuro: “Noi abbiamo già vinto”. Aveva ragione.

Durante la campagna elettorale abbiamo potuto leggere del MAIE ovunque. Sui giornali nazionali, sulle più diffuse testate online, nei tg e nei programmi tv di approfondimento politico (persino a “Porta a Porta”, il salotto di Bruno Vespa considerato la terza Camera della Repubblica Italiana). La vera vittoria, dunque, al di là del risultato – uno 0,2% fra i voti presi in Italia e quelli presi in Europa -, è stata raggiunta, considerando che in una campagna elettorale condotta a suon di insulti, il MAIE si è distinto per la sobrietà dei comportamenti e per avere affrontato il tema dell’importanza di una nostra presenza più attiva e concreta in Europa, mentre i partiti si sono sfidati a duello cercando il successo nelle percentuali.

Ecco perché, a nostro giudizio, il risultato elettorale del MAIE è qualcosa che passa in secondo piano: l’ambizione era quella di esserci e di crescere nel panorama italiano e europeo per poter fare, per potere smuovere le acque di una politica e di un sistema mediatico da sempre sordi quando si tratta di italiani residenti oltre confine.

Dunque, al di là dei voti raccolti – nessuno, fra gli uomini del MAIE, si aspettava miracoli a livello elettorale da queste Europee – possiamo dire che quella delle Europee per il Movimento Associativo è stata senza dubbio una operazione azzeccata: in Europa sono piovuti decine di migliaia di volantini elettorali e cartoline (un’operazione di marketing che anche i candidati, chi più chi meno, hanno sostenuto), in Italia il MAIE ha avuto una visibilità di cui mai aveva goduto prima e che certamente ha contribuito a farlo conoscere e riconoscere anche in futuro. Una carta importantissima, questa, anche in viste delle Politiche, quando sarà.

Twitter @rickyfilosa

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