Europa migrante, da Marcinelle alla crisi dei rifugiati – di Marco Fedi

La storia dell’emigrazione italiana nel mondo ha conosciuto momenti ed episodi che ne hanno segnato non solo la narrazione ma l’evoluzione sociale, culturale e politica. Marcinelle è il simbolo del lavoro italiano nel mondo, della speranza di miglioramento e dell’estremo sacrificio, dello sfruttamento e della mancanza di sicurezza sul lavoro. Un grazie quindi a Lanfranco Fanti e al PD Belgio per l’ottima iniziativa del 30 giugno incentrata su Marcinelle, le nuove migrazioni e le sfide dell’Unione Europea.

Marcinelle è l’evocazione della ricostruzione dell’Europa dopo le rovine della guerra, degli accordi tra Paesi per avere manodopera a basso costo in cambio di risorse energetiche e rimesse, dell’ancora primitiva e inosservata protezione sociale e del bisogno di creazione di un sistema di regolazione dei rapporti di lavoro.

Marcinelle è stata anche un fondamentale impulso per fare grandi passi in avanti, in tante importanti direzioni, dal rispetto dei diritti umani, alla costruzione di un welfare europeo, a nuove e più efficaci normative sulla sicurezza e sul lavoro.

Dopo Marcinelle, dunque, è cambiato molto, ma non abbastanza.

Ancora oggi troppi migranti muoiono sul posto di lavoro. Il tema del lavoro e della sua tutela è profondamente legato alla storia delle migrazioni. Sia quando si trattava di un’emigrazione tradizionalmente formata da manodopera in genere poco qualificata, sia oggi che abbiamo a che fare con una forza lavoro  specializzata ed in competizione con i lavoratori locali. E’ legato anche per ragioni culturali, considerando le difficoltà che i migranti incontrano nell’inserimento e nell’integrazione nei contesti di primo insediamento. E’ legato, infine, per ragioni politiche, essendo l’emigrazione ancora usata per campagne demagogiche e populiste, che non hanno nulla a vedere con una vera attenzione politica.
Oggi che l’Italia è tornata a produrre migranti, soprattutto verso l’Europa, resta vivo il bisogno di armonizzare le disposizioni normative sul lavoro e sulla sicurezza. Lo stesso Stato italiano, tanto per esemplificare, spesso non adempie a tutti gli obblighi previsti dalle leggi e dai regolamenti comunitari nei confronti di personale assunto localmente presso la rete diplomatico-consolare.

Marcinelle si lega molto anche ai nuovi flussi migratori dal mondo. Dagli Stati Uniti all’Austria, il vento del populismo spinge per la costruzione di muri e argini e per la chiusura dei canali di collegamento, ascolto e accoglienza.

A 60 anni da quel tragico evento, le sfide per l’Unione Europea sono sempre presenti e rimarcano un’evidente necessità: essere più forti e sicuri, avere più coraggio, dimostrare più solidarietà e comprensione verso le ragioni dei migranti. Non si tratta unicamente di regolamenti comunitari, di accoglienza, di politiche di integrazione, di tutela del lavoro e di sicurezza. È anche la crescita economica che ha bisogno di emigrazione, del rispetto dei diritti umani, che si alimenta di scelte politiche vere, non solo di parole, come la tutela del lavoro, in tutte le sue forme.

Le migrazioni rappresentano una grande sfida ma anche un’incredibile e inaspettata opportunità per rafforzare l’Unione europea. Non possiamo perdere l’occasione proprio in questo momento, in cui proprio sulle migrazioni si è giocata una drammatica partita interna al Regno Unito. E le conseguenze, per loro e per noi, sono sotto gli occhi di tutti.

*deputato Pd eletto all’estero, residente in Australia

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