Euro 2012, finalmente domenica – di Carlo Di Stanislao

Riscattarsi sul campo a partire dal primo, difficile incontro con la Spagna, domenica 10, con inizio alle 18. E’ questo il sogno della nazionale Italiana di calcio, inserita in un girone di ferro, con avversari molto forti  e con un numero di problemi infinitamente minori dei nostri.

Siamo nel pieno dell’ennesimo scandalo del calcio scommesse, con coinvolgimento diretto di alcuni Azzurri; il mister  Prandelli ha escluso, fra mille polemiche e  all’ultimo istante,  il difensore Domenico Criscito, giocatore che milita in Russia con lo Zenit San Pietroburgo, non facendo altrettanto con Leonardo Bonucci, difensore della Juventus. Alcuni giocatori hanno problemi fisici e, come si è visto con l’amichevole contro la Russia, la squadra non gira o lo fa a  “tre cilindri”.  Il fatto è, pensano in molti, che i miracoli riescono raramente e che la situazione del nostro calcio è davvero povera, sia di talenti che di idee.  E quasi tutti i giornalisti stanno col fiato sospeso, in attesa del debutto di domenica contro la Spagna campione del Mondo  e d’Europa, perchè la nostra difesa ha dimostrato, nelle ultime tre amichevoli,  di lasciare molto a desiderare, l’insieme ha perso gran parte della propria sicurezza e lo stesso allenatore ha idee molto confuse.

Ma forse, domenica, qualche soddisfazione comincerà ad arrivare. Va riconosciuto a Prandelli di essere riuscito in una vera impresa: essere riuscito, dopo il Sudafrica, la peggiore prestazione italiana di sempre, a portare la squadra agli europei. Quando due anni fa gli azzurri tornarono frastornati dalla pessima spedizione di Johannesburg, Buffon fu esplicito: qualificarci per l’Europeo sarà  un’impresa. Sembrava l’anno zero, e non si sapeva da dove ricominciare.  A tempo di record, il commissario tecnico dal volto umano ha rimesso in piedi una nazionale degna di questo nome. Se poi avrà successo in Polonia e Ucraina, nel campionato del mondo più ricco di sempre, con i suoi 1,355 miliardi di euro di incassi,  provenienti per l’84% dalla commercializzazione dei diritti media e dalle attività commerciali, questo è un altro discorso.

Alla soglia del suo primo Europeo, il ct azzurro arriva, come detto, con parecchi dubbi. L’idea di partenza era quella del 4-3-3, subito trasformato in una formula tattica che privilegia il centrocampo. Cassano e Balotelli, i due talenti del calcio italiano, non davano evidentemente garanzie sufficienti, né all’orizzonte si imponeva- già nei mesi scorsi – un centravanti titolare. Così l’Italia ha virato verso il centrocampo dei ‘piedi buoni’, Pirlo, Montolivo, De Rossi, Thiago Motta:  tutti insieme a fare una girandola, per mischiare corsa, tecnica e visione di gioco. Con davanti due attaccanti piccoli che dovranno faticare non poco.

Inoltre, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, De Rossi si è perso per strada, fermato da un infortunio, Cassano arriva all’Europeo per miracolo e con poche partite nella gambe e  Balotelli mischia talento e sregolatezza.

Dicono i giornalisti sportivi che la Nazionale, in fondo, è un “ blocco Juve” – uomini e spirito -, una formula che in passato ha spesso portato fortuna ai colori azzurri. Speriamo sia ancora così.

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