Ettore Rosato, “l’unico leader nel Pd si chiama Matteo Renzi”

“Salvini? Il suo è un atteggiamento da gerarca. E’ la solita doppia morale di Lega e M5S. Ilva? Bravo Di Maio per aver fatto il contrario di quanto detto in campagna elettorale”

Ettore Rosato, deputato del PD e vicepresidente della Camera, riguardo la sentenza sui fondi della Lega, parlando a Radio Cusano Campus ha detto: “La magistratura deve fare il suo mestiere e la politica il suo. C’è una sentenza che va rispettata in quanto sentenza. Il fatto che il vicepremier dica che le indagini sulle cose vecchie non vanno fatte e bisogna pensare al futuro, il fatto che dica che non gli interessano le sentenze della magistratura perché ha il consenso degli italiani, è qualcosa di allucinante. Non do giudizi sulla vicenda, ma valuto gravissime le parole di Salvini. Se anche non ci fosse una responsabilità individuale di Salvini che comunque ha sempre fatto del gruppo dirigente, ci dovrebbe essere la sua responsabilità individuale di vicepresidente del Consiglio che dovrebbe rispettare la magistratura. Quando capita qualcosa a loro, la trasparenza e la legalità vanno in cantina e ci si occupa solo di rispolverare il tema dei migranti, con cui copre dalle accise sulla benzina che non ha mantenuto ai 49 milioni che la Lega si è fregato. Se il ministro della giustizia del governo del PD avesse detto in Parlamento che lui non aveva rapporti con uno che è arrestato per corruzione e poi si scoprisse che non è così, cosa sarebbe accaduto? Eppure è accaduto a Bonafede. C’è la doppia morale, se capita a M5S e Lega è tutto perdonato. Questo può durare per un po’, ma poi non dura più. Chi ha sventolato la bandiera dell’onestà, dovrebbe quantomeno tirarla su quando succedono certe cose anche a loro. Salvini ha un atteggiamento su questo che ricorda qualche gerarca. Credo sia un modo sbagliato di porsi in politica, nella vita, dappertutto. I magistrati fanno il loro lavoro, sia quando si occupano di un ponte crollato, sia quando indagano su chi ha fregato 49 milioni”.

Riguardo l’accordo sull’Ilva. “Ho ringraziato Di Maio per aver fatto l’opposto di tutto quello che aveva detto in campagna elettorale. Per lui chi lavorava per risolvere la questione Ilva era un uccisore di bambini di Taranto come scriveva su twitter. Detto dell’assoluta incoerenza, credo che abbia fatto il suo dovere di ministro, facendo un buon accordo, soprattutto grazie al lavoro precedentemente fatto da Bellanova e Calenda. A parte questo, dico bravo Di Maio per aver fatto l’opposto di quello che aveva dichiarato e brave le organizzazioni sindacali e l’azienda”.

Sul PD. “Abbiamo questa debolezza di fondo enorme: siamo l’unico partito in cui c’è un congresso, una dialettica. Non esiste un leghista che contesta Salvini, neanche le sue dichiarazioni più becere e assurde. Così come nel M5S nessuno critica Di Maio, anche quando dice le cose più assurde. Invece nel Pd ogni mattina c’era uno del Pd che si alzava la mattina e criticava quello che faceva il segretario del PD. Non è che dobbiamo rinunciare alla dialettica, dobbiamo trovare il modo di essere un partito più coeso. Ha ragione Renzi. Le prime aggressioni alla nostra riforma costituzionale sono arrivate dall’interno del PD, così come su tutti i provvedimenti. Questo non ha aiutato nel rapporto col nostro elettorato e nella narrazione di ciò che è stato fatto. Invece oggi nel governo qualsiasi cosa si faccia e si dica nessuno si sogna di muovere delle critiche. Leader del PD? Un partito si caratterizza per i suoi contenuti e per il leader. L’unico vero leader che ha il Pd oggi si chiama Matteo Renzi, che poi non debba fare il candidato segretario l’ha detto lui. Ma il leader non deve necessariamente fare il segretario. Sono convinto che Renzi abbia fatto bene a fare un passo indietro sulla sua candidatura, del resto l’avevamo spinto noi a candidarsi per la seconda volta. Adesso abbiamo bisogno di trovare un buon segretario, dopodichè ci presenteremo alle elezioni che spero ci siano presto e che questo governo fallisca il prima possibile, per ridare al Paese un governo che si occupi dei problemi degli italiani e non parli solo degli italiani”.