Esposito (Pd), “non è finita la potenziale leadership di Renzi”

“MA deve dedicare molta più attenzione allo stato di salute del partito nelle realtà locali. Non può pensare di dirigere il partito da Firenze o da Roma”

Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico, è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Cusano Campus e sulla reazione post elezioni di Renzi: “L’analisi di Renzi? Diciamo che ha buttato la palla in calcio d’angolo, parlando di numeri assoluti. E’ come pubblicare dopo la finale persa dalla Juve in Champions League gli straordinari risultati che l’hanno portata in finale. Sono oggettivamente straordinari, ma poi la finale è andata male. Il suo è stato un tweet di consolazione. In politica i numeri assoluti hanno un valore, ma non hanno un valore assoluto. E’ chiaro che perdere Sesto San Giovanni e vincere Rivalta non è la stessa cosa”.

Ancora su Renzi: “Non credo che sia un leader finito. Come dimostra il sempreverde Berlusconi, quando si dice a qualcuno che è finito bisogna esserne certi. Non è finita la potenziale leadership di Renzi. Il centrosinistra deve smetterla con la scuola D’Alema, col cercare di abbattere i propri leader. Se tutti parlano male di tutti, perché qualcuno dovrebbe votarci? Renzi per molti è un’ossessione. Renzi è un po’ come la Juventus. In Italia ci sono tantissimi tifosi della Juve, ma è altrettanto vero che il partito degli antijuventini è pieno. Le grandi squadre, come le grandi leadership, generano amore e odio, le vie di mezzo non ci sono. Io sono colpito dal fatto che il mondo in questo Paese ormai si divida tra renziani e antirenziani. Deve dedicare molta più attenzione allo stato di salute del partito nelle realtà locali. Non può pensare di dirigere il partito da Firenze o da Roma senza vedere cosa accade nei terrotori”.