Esplosione Partito Radicale, sfrattati gli “Italiani” di Emma Bonino

Magi: "Impossibile finché c'era Pannella". Turco: “Difendo linea congresso”. Per ora c’è solo una mail, ma anche una grande confusione se si guarda al futuro

A meno di un anno dalla morte di Marco Pannella, esplode la galassia radicale. Una lunga mail a tutti gli iscritti comunica che dal primo marzo la sede storica del Partito Radicale di via di Torre Argentina sarà off limits per i Radicali Italiani. E’ l’iniziativa presa dalla presidenza del Partito Radicale Transnazionale, che colpisce l’associazione di Emma Bonino e Riccardo Magi. In prima fila nell’operazione sfratto Rita Bernardini e Maurizio Turco, con quest’ultimo che nel filo diretto su Radio Radicale spiega: “La questione è semplice. C’è stato un Congresso”, quello tenutosi a Rebibbia, che “ha deciso alcune cose” ovvero le campagne per “il diritto alla conoscenza, per la giustizia e l’amnistia, per gli Stati Uniti d’Europa. Tutti sono legittimati ad avere altri obiettivi – dice riferendosi ai Radicali Italiani di Bonino e Magi – ma le nostre campagne le ha decise il congresso”. E se si vogliono perseguire altri obiettivi, è il senso della mail, non lo si faccia con i mezzi del PRT.

Poi l’accusa più pesante: “Sembra quasi si voglia riscrivere la storia del partito in assenza di Pannella. Quel partito non c’è più. Oggi restano le regole, ma non esistono eredi di Pannella”, dice Turco. Che chiude così: “Stiamo tentanto di tenere in piedi il partito del congresso. A me interessa solo avere 3.000 iscritti entro il 31 dicembre, altrimenti il partito muore ed è un problema per il Paese”, visto che “si parla dei Radicali solo quando ci sono problemi tra i Radicali e non per le nostre battaglie politiche”.

La replica di Riccardo Magi, che dei Radicali Italiani è segretario, arriva con un collegamento telefonico con RaiNews24: “Per ora c’è solo una lunga e-mail che ci dice che da marzo la sede storica sarà usata in modo diverso. Lo strappo è che il patrimonio e Radio radicale, finora usati per consentire a tutti” i componenti del vasto arcipelago radicale “di fare politica, vengono ora usati in maniera proprietaria e privata. è doloroso e triste ma noi continueremo sui nostri obiettivi”. Come reagiranno ora i Radicali Italiani? “Valuteremo quando ci saranno atti formali, per ora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione formale ma è una semplice comunicazione agli iscritti”, spiega Magi, che poi affonda: “Finché c’era Pannella questa cosa non sarebbe mai potuta avvenire: gli asset erano garanzia per tutti, non venivano usati per espellere nessuno”.