Escort presidenziali, L’Italia inascoltata nel mondo – di Carlo Di Stanislao

Il presidente del consiglio ha cambiato in corsa la sua agenda, annullando la trasferta a New York, dove avrebbe dovuto partecipare all’assemblea dell’Onu con all’ordine del giorno il conflitto israelo-palestinese, la Libia, la Siria e l’Afghanistan, per recarsi invece a Milano, all’udienza del processo Mills. L’improvviso cambio di programma sembra sia stato determinato dalla volontà di controbattere punto per punto alle accuse dell’opposizione dopo lo scandalo escort e l’inchiesta napoletana sulla presunta estorsione ai suoi danni, ad ultimatum scaduto ieri e con minaccia di trasporto coatto da parte dei giudici partenopei.

Berlusconi è arrivato a Palazzo di Giustizia atteso solo da giornalisti ed operatori ed è entrato in auto dalla porta carraia di via Freguglia, senza rilasciare dichiarazioni.

Intanto nuove intercettazioni evidenziano come il premier organizzasse con Tarantini serate con donne anche durante vertici internazionali ed il fango cresce a dismisura anche sulla stampa straniera. A Milano Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari, con imputazione di aver dato al legale inglese 600 mila dollari affinchè rilasciasse dichiarazioni reticenti ai processi per le tangenti alla Gdf e a quello All Iberian.

I giornalisti hanno chiesto al premier se avrebbe detto qualcosa e Berlusconi ha risposto "Qualcosa". Gli è stato dunque fatto notare di aver dato una risposta alla Massimo D’Alema, al che ha replicato: "Non lo sapevo". E mentre Putin scende in campo per difenderlo, la stampa straniera si accanisce su di lui e guarda al nostro Paese come ad una nazione ormai agonizzante.

Emblematico è il caso Madonna, accusata da illustri esponenti del Pdl di essere comunista per avere appoggiato le critiche antiberlusconiane dell’Economist, il che dimostra come la realtà possa superare ogni fantasia comica. E questo nonostante il peccaminosissimo vignettista Max Rizzi ce la metta tutta ipotizzando nel futuro dell’arte la presenza, accanto alla tradizionale iconografia della Madonna con bambino, di una Madonna che mangia il bambino, che rivela sino a che punto può arrivare il cattivo gusto quando si tratta di arrampicarsi sugli specchi di una difesa impossibile.

Il New York Times liquida l’opera intera del nostro presidente del Consiglio come un’opera buffa a luci rosse e invita a non limitarsi a ridere: “Il processo che ha condotto l’Italia dalla gloria al ridicolo è un cammino lastricato in parte da distrazioni carnali e legali. E non fa bene a nessuno”. Il Bild accolla al premier la responsabilità di affossare ogni possibilità di risolvere la crisi italiana e il Die Welt, facendo eco all’Herold Tribune, rincara la dose affermando che “il  75enne imperatore-libidinoso è capace solo di volgarità pratiche e verbali irripetibili”, volgarità che “non è possibile pubblicare, né in italiano, né in tedesco”. Orson Wells direbbe: "E’ la stampa bellezza”, ed invece il Pdl fa quadrato dando del comunismo anti-italiano a testate di caratura internazionale, invece di tenere a mente che queste settimane sono cruciali per il nostro destino ed il destino della nostra Nazione, dopo l’approvazione, fra mille polemiche, della manovra  da 54 miliardi che dovrebbe consentire all’Italia di sfuggire alle sabbie mobili della crisi.

Il condizionale è d’obbligo, infatti, perché la situazione è complessa, l’economia globale scricchiola sempre più e l’Italia appare debole, anche agli occhi della stampa straniera: “L’Italia alla prova della austerity”, titola The Financial Times, descrivendo la legge nel dettaglio e riportando i dubbi degli esperti anglosassoni, secondi cui i conti, nonostante i tagli, non tornano. A testimonianza di ciò, The New York Times riporta “il taglio della crescita italiana” previsto dall’Unione europea. Secondo Le Monde, il problema è duplice: “Il debito pubblico oscura la mancanza di crescita”, scrive il quotidiano francese, mentre Le Figaro fa notare che “il debito italiano ha raggiunto i 1.911 miliardi di euro”. Anche secondo El Pais “Il Tesoro italiano paga il debito”. Di fatto poco convinti, al’estero, sul fatto che la manovra, fatta di tagli lineari, non affronta i problemi strutturali, non coinvolge opposizione e parti sociali, non individua un euro sullo sviluppo.

Ed anche oggi Piazza Affari apre male, con un’altra giornata che si delinea in “profondo rosso”. Significativa di quanto credito il governo (ed il suo primo ministro) goda all’estero è la frase con cui il presidente dell’Ue Herman Van Rompuy ha bloccato la traduzione per la folla di giornalisti stranieri accorsi al palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles per ascoltare le dichiarazioni del premier. "Je crois que ce n’est pas necessaire”, e questa non necessità davvero deve preoccuparci.

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