Escalation emissioni Co2, rischio più alluvioni

(FILES) A file picture dated16 January 1997 of the Thyssen Steel factory in Duisburg-Bruckhausen. Trading in shares in the Friedrich Krupp AG Hoesch-Krupp and Thyssen steel companies was suspended early 18 March folowing an announcement late yesterday that Krupp was making a hostile bid for Thyssen. Press conferences and statements of both German steel companies on the hostile bid are expected to be held later this Tuesday.

Sale il livello di anidride carbonica nel mondo e, senza impegni seri di riduzione dei gas serra, aumenta il rischio di eventi climatici estremi. Dai 37 miliardi di tonnellate del 1990, si e’ passati ai 45 del 2005, ai 49 del 2010 e la proiezione nel caso prosegua il trend attuale portera’ a 52-57 miliardi nel 2020.

Il Rapporto dell’Unep (il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ‘The emission gap report 2012′ presentato a Doha, parla chiaro: per scongiurare le catastrofi ambientali, entro il 2020 le emissioni devono raggiungere il tetto di 44 miliardi di tonnellate per restare sotto il livello di due gradi centigradi del surriscaldamento del Pianeta. Al momento il gap e’ di 8-13 miliardi di tonnellate. Ma secondo l’Unep e’ possibile andare oltre e ridurre le emissioni di 17 miliardi di tonnellate di Co2 in diversi settori entro il 2020 a livello globale: in quello elettrico (fra 2,2 miliardi di tonnellate e 3,9), industriale (1,5-4,6), dei trasporti (1,7-2,5), edilizio (1,4-2,9), dei rifiuti (0,8), delle foreste (1,3-4,2) e dell’agricoltura (1,1-4,3). Nel caso in cui venissero mantenuti gli impegni unilaterali sinora assunti su base volontaria da circa 80 paesi sui 194 che hanno sottoscritto la Convenzione sul clima, nel 2020 il rapporto prevede che le emissioni saranno a quota 57 miliardi. Se, invece, questi Paesi adottassero da subito anche gli impegni condizionati al futuro raggiungimento del nuovo accordo globale sul clima, le emissioni comunque arriverebbero al tetto dei 52 miliardi di tonnellate.

Un appello a colmare questo gap prima che sia troppo tardi e’ stato lanciato a Doha dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, davanti all’assemblea plenaria di 194 Paesi riuniti pe la 18/a conferenza delle Nazioni Unite sul clima: ‘I recenti gravi eventi climatici hanno confermato che la mitigazione dopo il 2020 da sola non sara’ sufficiente a gestire i rischi correlati ai mutamenti climatici e quindi sono necessari impegni prima, per raggiungere gli obiettivi della Convenzione sul clima a costi sostenibili’. L’Italia, ha sottolineato il ministro, ‘e’ convinta che una prospettiva di lungo termine sia necessaria per proteggerci in maniera efficace dai mutamenti climatici e al tempo stesso che sia indispensabile promuovere lo sviluppo sostenibile, contribuire ad eliminare la poverta’ a livello globale e rafforzare la capacita’ di resistenza delle nostre societa’ ai cambiamenti climatici’.

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