Ergastolo per Alex Maggio, il killer della negoziante di Saronno

In una foto distribuita dai Carabinieri il 29 agosto 2013, Alex Maggio, 32 anni, l'uomo sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l'ipotesi di omicidio volontario nei confronti della gioielliera Maria Angela Granomelli, uccisa a Saronno (Varese) lo scorso 3 agosto. ANSA / US CARABINIERI ++HO NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Ergastolo per Alex Maggio, il 33enne che lo scorso 3 agosto ha ucciso la commerciante Maria Angela Granomelli a Saronno, in provincia di Varese, colpendola alla testa con un portagioie e infierendo con calci e pugni per poi fuggire con alcuni gioielli. La sentenza e’ stata emessa oggi, a quasi un anno dal delitto, dal gup di Busto Arsizio Alessandro Chionna, che ha accolto la richiesta avanzata dal pm Nadia Calcaterra e dalle parti civili, l’associazione antiracket Sos Italia Libera e i familiari della vittima.

Maggio e’ stato condannato al carcere a vita nonostante avesse scelto la strada del giudizio abbreviato, che in diversi casi comporta uno sconto della pena. Una decisione che e’ stata accolta con soddisfazione dai figli della vittima, in lacrime alla lettura della sentenza. Per le parti civili il giudice ha disposto un risarcimento ”da stabilire in separata sede”.

”Finalmente e’ stata fatta giustizia”, ha commentato l’avvocato Damon Zangheri, che assiste l’associazione Sos Italia Libera. La difesa di Alex Maggio aveva chiesto invece il minimo della pena. L’omicidio, ripreso integralmente dalla telecamera di videosorveglianza installata all’interno della gioielleria ‘Il dono di Tiffany’ in corso Italia, nel centro di Saronno, era stato commesso in trenta secondi definiti dagli inquirenti ”di incredibile violenza”.

Maggio, che viveva a Bollate, nell’hinterland milanese, insieme alla compagna e alla figlia della donna, si era intrattenuto nel negozio comportandosi come un normale cliente, facendosi mostrare alcuni gioielli in esposizione, per poi colpire all’improvviso la commerciante 62enne, accanendosi sul corpo riverso a terra. Dopo l’omicidio l’uomo aveva venduto parte della refurtiva, gioielli dal valore di circa 2.800 euro, a un negozio ‘compro oro’, aveva noleggiato un’auto ed era partito per le vacanze in provincia di Lecce insieme alla fidanzata, risultata estranea ai fatti. I carabinieri di Varese e Saronno lo avevano arrestato dopo quasi un mese di indagini, grazie anche all’analisi di oltre 110 mila utenze telefoniche agganciate alle celle in corso Italia e alle segnalazioni di alcuni cittadini arrivate dopo che gli inquirenti hanno diffuso i fotogrammi ricavati dal filmato.

Maggio aveva raccontato di aver ucciso la commerciante in preda a un raptus, dopo essere entrato nella gioielleria per acquistare un regalo per la fidanzata. Secondo l’accusa, invece, aveva premeditato la rapina, spinto anche da difficolta’ economiche. Cinque perizie psichiatriche eseguite dai consulenti nominati dalle parti, tra cui i criminologi Massimo Picozzi e Vincenzo Mastronardi, hanno stabilito che l’uomo quando ha agito era lucido, e capace di intendere e di volere. Nella vicenda si era inserita anche l’iniziativa del titolare di una catena di negozi di compravendita di oro usato, che aveva offerto una taglia da 50mila euro per la cattura dell’assassino. Somma che ora, arrivata la sentenza, assicurano i rappresentanti dell’attivita’ ”una volta esaminati gli atti processuali verra’ versata a chi ha fornito una segnalazione determinante per le indagini o all’Arma dei carabinieri”

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