Equitalia, l’addio di Befera: ‘nostro compito necessario e ingrato’

– Lunedi’ sara’ l’ultimo giorno di lavoro di Attilio Befera alla guida dell’Agenzia delle Entrate e alla presidenza di Equitalia. Prima di lasciare il palazzo di via Cristoforo Colombo, venerdi’ ha salutato i 40.000 dipendenti con una lettera diffusa su Intranet. Un breve bilancio dei suoi sei anni di mandato.

"Sono stati anni intensi e impegnativi – scrive Befera – durante i quali abbiamo raggiunto risultati importanti, pur fra tante difficolta’". Non manca un accenno alla "delicatezza e complessita’ del nostro compito, necessario alla collettivita’, anche quando e’ ingrato". Poche parole che riportano ai giorni, davvero ingrati, della primavera del 2012 quando, dopo diversi episodi di aggressione e intimidazione nei confronti dei lavoratori e degli uffici dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia, l’allora premier Mario Monti dovette recarsi in via Cristoforo Colombo per sottolineare la vicinanza del Governo al suo ente esattore.

Erano i mesi piu’ neri della crisi economica e le sedi dell’ Agenzia delle Entrate e di Equitalia stavano diventando i capri espiatori di un malessere crescente. "Abbiamo appreso, nei momenti piu’ difficili – continua Befera nella sua lettera – che se vogliamo sinceramente migliorare dobbiamo continuare ad imparare dai nostri errori, per correggerli" in vista di quello che resta "il progetto piu’ grande e ambizioso: contribuire efficacemente alla costruzione del rapporto di fiducia fra Stato e cittadini".

A suggello della sua lettera, una citazione del poeta, scrittore e monaco trappista Thomas Merton; "Il tempo corre, la vita sfugge tra le mani. Ma puo’ sfuggire come sabbia oppure come seme". "Davanti a cio’ che dicono queste parole – osserva Befera – nessuno, tanto meno io per le responsabilita’ fin qui ricoperte, puo’ sentirsi tranquillo". Durante la gestione Befera l’Agenzia delle Entrate ha portato a 13,1 miliardi le somme annuali recuperate dall’evasione nel 2013, una cifra quasi doppia rispetto ai 6,9 miliardi recuperati nell’anno 2008.

Sempre nello stesso periodo la redditivita’ dell’Agenzia (cioe’ il rapporto fra gli incassi da recupero dell’evasione e il costo sostenuto) e’ aumentata costantemente passando da 1,93 a 3,82 euro recuperati dall’evasione per ogni euro speso. Al suo attivo anche lo spazio ai servizi online, i minori costi di gestione, la sensibilizzazione verso l’interno, la riduzione del contenzioso con la mediazione tributaria, le semplificazioni degli adempimenti e del linguaggio, i premi ai dipendenti meritevoli, lo sviluppo dei nuovi media e la partecipazione alla Nave della Legalita’.

Come da Spoil System lunedi’, al novantesimo giorno dalla fiducia al nuovo Governo, Befera lascera’ la poltrona di Mister Fisco. Non sembra verosimile che gia’ per lunedi’ si avra’ il suo successore, che deve essere proposto dal Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. In questo caso l’attivita’ ordinaria sara’ gestita dai suoi vice: Marco Di Capua per l’attivita’ delle Entrate e da Gabriella Alemanno responsabile dell’area Territorio.

Sul "toto" nomine sembra tramontato il nome dell’ex procuratore di Milano Francesco Greco, dopo che Matteo Renzi ha escluso "un magistrato" alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Restano ancora sul piatto i nomi di Marco di Capua, dato come il favorito nel segno della continuita’. Ma si e’ parlato anche di Rossella Orlandi, attualmente direttore della sede piemontese dell’agenzia. Meno probabilita’ avrebbe Gabriella Alemanno. La poltrona di mister Fisco e’ una delle poltrone piu’ scomode che rischia di diventare ancora piu’ scomoda durante tutto il processo di accorpamento fra Entrate ed Equitalia, fusione sulla quale si sono gia’ accese le polemiche.

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