Enna, Polizia arresta pregiudicato per stalking

Nella giornata di ieri, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno eseguito l’arresto di un pregiudicato armerino, CHIELLA Antonino, nato a Piazza Armerina, classe 1946, con precedenti penali per reati contro la persona, fra cui lesioni e sfruttamento della prostituzione, in esecuzione dell’Ordina nza di Applicazione di Misura Cautelare che disponeva gli arresti domiciliari presso l’abitazione, emessa dal G.I.P. c/o il Tribunale di Enna, Dott.ssa Maria Luisa BRUNO, su proposta del Sostituto Procuratore D.ssa Paola D’Ambrosio, poiché, gravemente indiziato del reato di cui all’art. 612 bis c.p., atti persecutori, in pregiudizi o della moglie, consumati da alcuni mesi a questa parte.

L’uomo infatti, con condotte reiterate, aveva minacciato di morte la moglie, se questa non si fosse decisa a tornare a vivere con lui, chiamandola innumerevoli volte sul cellulare, minacciandola e molestandola in modo da cagionare un grave e perdurante stato di ansia e paura, ingenerando nella donna un fondato timore per l’incolumità propria.

In particolare, la vittima ed una figlia, ormai terrorizzate, si recavano negli Uffici del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, per denunciare le gravi sofferenze che la donna ormai da tempo, era costretta a subire dal marito, che la avevano portata a prendere la decisione di allontanarsi dal tetto coniugale, ed a cercare rifugio dalla figlia.

Nel racconto raccolto dagli investigatori, la donna rappresentava, fra l’altro, un’occasione, in cui il marito violento, preda della rabbia per un presunto torto subito in anni addietro, intimava alla donna di "confessarsi", altrimenti, "ci sarebbe voluto solo un’ora" per ammazzarla. La donna, completamente spaventata, raccontava di essere stata assalita dal ricordo di quando l’uomo, alcuni anni addietro, l’aveva ferita ad un braccio con una roncola, ricordo che ora le balzava alla mente, dopo le minacce del marito, e che le faceva accorgere che proprio quella roncola, da sempre esposta in un mobile dell’abitazione, improvvisamen te, era stata spostata dall’uomo.

Raccolte le dichiarazioni della vittima, gli investigatori armerini, conoscendo il temperamento violento dell’uomo, immediatamente, lo convocavano negli Uffici del Commissariato, e lo diffidavano dal porre in essere condotte delittuose nei confronti della donna. L’uomo, infatti, in passato, si era reso responsabile di gravi reati contro la persona, avendo già in passato, diversi anni addietro, tentato di uccidere l’ex suocero, prima tentando di investirlo, e poi cercando di strangolarlo, e più di recente, a seguito di un violento litigio con una persona, strappato a morsi il naso del contendente.

Successivamente, i poliziotti procedevano ad escutere diverse persone, ed ad effettuare altri accertamenti, che consentivano di riscontrare i fatti narrati dalla vittima.

Le positive risultanze acquisite dai poliziotti armerini, venivano rassegnate alla Procura presso il Tribunale di Enna, che, valutata la fondatezza de fatti, proponeva il CHIELLA per la Misura cautelare degli arresti domiciliari.
 

Proposta questa accolta dal G.I.P. che disponeva la misura anzidetta.

Misura oggi eseguita dagli Agenti armerini che, ultimati gli atti di rito, sottoponevano l’uomo alla misura degli arresti domiciliari.

NESSUN COMMENTO

Comments