Emma Bonino for president – di Roberto Pepe

© Mauro Scrobogna / LaPresse 20-02-2010 Roma Politica Elezioni regionali - campagna elettorale PD - assemblea regionale Italia dei Valori Nella foto: Emma Bonino candidata alla presidenza della Regione Lazio per il PD al meeting IDV © Mauro Scrobogna / LaPresse 20-02-2010 Rome Politics Regional election - Bonino PD election campaign In the picture: Emma Bonino Lazio Region Governor candidate for PD political movement

Ci sono ormai delle parole-mito, contro le quali qualsiasi discorso diventa una bestemmia. I suffissi Bio, Eco, come i termini: sostenibile, ambiente, … sono intoccabili e quindi alla mercé di qualche furbetto che fa diventare una semplice “patacca”: Bio, o Eco-patacca e quindi intoccabile dai mass-media!

La parola “Rosa” assimilata a “Quote” diventa, per esempio, un mito simbolo dell’anti-apartheid, del revanscismo, dell’egualitarismo femminista. Le cosiddette “Quote Rosa” infatti non sono altro che un’aberrazione dello Stato di Diritto nella quale politici e persino magistrati nelle loro sentenze, assieme ad alti rappresentanti dello Stato, sono caduti, manifestando un’anticostituzionalità di pensiero che rasenta un paradosso assurdo (proprio loro che dovrebbero esserne i guardiani).

Per la Costituzione, infatti,  tutti i cittadini sono uguali a prescindere da razza, religione e sesso. Come si può legalmente predisporre  – domando –  una “quota” di posti di lavoro a favore di qualcuno (a prescindere da quella per disabilità o per particolari lavori) dipendente fondamentalmente dal sesso di appartenenza? Il fatto di proporre Emma Bonino come Presidente della Repubblica, per il fatto che “è tempo che, in Italia, sia una donna” è una evidentissima offesa per la simpaticissima ed abilissima Emma che è proposta come “Presidente”  principalmente in qualità di “femmina” e non per la sua preparazione a tale ruolo! Posta così la questione, le donne non avrebbero motivo di gioire per sentirsi una “categoria protetta”.

Se si accettasse tale congettura, la Costituzione diventerebbe un gioco delle tre carte in mano ai parolai dell’anti-stato e dell’anti-tutto! La Bonino deve essere Presidente, perché la vogliono gli italiani, non perché bisogna accontentare “quelle” che si battono per avere gli stessi posti dei maschietti con le quote prefissate! E’ estremamente umiliante e, ripeto, anticostituzionale! A questo punto, i neri o i buddisti potrebbero richiedere, a ragione, “quote nere” o “ quote buddiste”; o gli ebrei (con maggiore motivazione storica) “quote ebraiche”!

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