Elisa D’Ospina, “sono diventata modella curvy per sbaglio”

La modella curvy più famosa d’Italia: “Il fatto che oggi si parli di modelle curvy e non di modelle taglie forti è positivo, anche perché in Italia per taglia forte si parla di taglia 44”

Elisa D’Ospina, la modella curvy più famosa d’Italia, una tra le più note del mondo, è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus e ha raccontato come ha iniziato a fare la modella curvy: “Sono diventata modella curvy per sbaglio, ero già grandicella, avevo 25 anni, avevo già iniziato giornalismo. Un giorno mentre stavo lavorando una talent scout mi chiese se volessi diventare una modella ‘taglie forti’ e le risposti male, le risposi ‘falla fare a tua madre’. Modella taglie forti dieci anni fa sembrava quasi uno sfottò in effetti, poi invece mi si è aperto un mondo e ancora oggi sto lavorando in questo settore. Il fatto che oggi si parli di modelle curvy e non di modelle taglie forti è positivo, anche perché in Italia per taglia forte si parla di taglia 44, considerando che una modella taglia forte è alta almeno un metro e ottanta. Io parlerei di donne normopeso più che di taglie forti. E’ stato un modo per aggiustare il tiro, la comunicazione è importante, si pensa che le taglie forti siano riconducibili all’obesità”.

In Italia non sta cambiando troppo, però, l’approccio del mondo della comunicazione alla dittatura della fisicità: “I prototipi e gli stereotipi sono sempre quelli purtroppo. La battaglia che ho iniziato dieci anni fa prevedeva di portare in passerella donne diverse rispetto alla taglia 38, perché non c’erano come oggi catene, multinazionali, che prevedessero collezioni fino a taglie 48, 50, 52. Avendo avuto sempre una famiglia con donne che vestivano queste taglie e vedendo loro soffrire ogni volta che dovevano comprare un abito per una cerimonia o un paio di jeans per tutti i giorni, mi sembrava veramente assurdo che attorno agli anni 2000 non ci fosse questa apertura. Oggi invece le cose sono cambiate, in qualsiasi centro commerciale almeno un negozio che veste queste taglie c’è. Questo è già un progresso”.

Elisa D’Ospina ha sempre avuto un buon rapporto con la propria fisicità: “Grazie al cielo la moda non mi ha mai fatto sua vittima, me ne sono sempre fregata e ancora oggi indosso sempre quello che più mi piace rispetto a quello che decidono gli altri. Da bambina ero già altissima, in seconda media ero già alta un metro e settantotto, ed ero comunque robusta, non proprio esile. Ricordo un episodio: ero alle elementari, con il resto della classe, il giorno della befana. Consegnavano una calza a tutti i bambini della classe e a me non la diedero perché pensavano fossi una infiltrata. Oggi ci scherzo, all’epoca ci rimasi male”:

Sulla settimana della moda: “Ci sono poche idee, adesso poi si è capito che se nella settimana della moda ci si veste male c’è la possibilità di uscire su Vogue o sulle riviste di settore. Ma non il carnevale, è la settimana della moda. Si vestono male di proposito perché ormai hanno capito il giochetto…”

Elisa D’Ospina e i reality: “L’anno scorso ho detto di no all’Isola del Famosi perché se mi privassero del cibo potrei mostrare un lato di me brutto. I reality mi piacciono, finalmente svelano la vera natura, è facile fare il personaggio, ma è quando diventi persona che poi il pubblico di ama o ti odia per quello che sei. Il grande fratello Vip ad esempio non lo farei, preferirei qualcosa di più costruttivo, come i talent, che sono una cosa costruttiva”.

Sulle vallette: “Sarebbe bello vedere veline che parlano e che dicono qualcosa invece di fare solo stacchetti. Ho apprezzato tantissimo la scelta di Carlo Conti quest’anno a Sanremo, che non ha messo vallette ma solo persone che volevano comunicare qualcosa, che avevano qualcosa da dire. Il concetto della valletta ormai è superato. Oggi ci sono tante donne dello spettacolo che sono brave, una su tutte è Antonella Clerici, ma anche Barbara D’Urso è molto brava. Dal momento che ci sono donne così sarebbe meglio per una ragazza ispirarsi a donne parlanti e pensanti, che portano dei risultati a casa”.