Elezioni, Salvini: “Centrodestra unito? Se non c’è programma comune…”

“Unito da che cosa? Dalla speranza di due poltrone in piu'? Se non c'e' un programma comune...". “Berlusconi? Non lo sento da tempo”. Il leader del Carroccio insiste: “A giugno si vota”

Matteo Salvini ne è convinto: a giugno si vota. Il leader della Lega è pronto a scommetterci. Roberto Maroni nei giorni scorsi, intervistato dal Corriere, aveva suggerito a Salvini di dialogare con Berlusconi, che “è tornato a dare le carte”. Ma oggi il leader delle camicie verdi, parlando con i giornalisti a Milano, replica così: “I numeri dicono che le carte le da’ Renzi, che ha la maggioranza in Senato e alla Camera, tutti gli altri assistono”.

“Secondo me si vota a giugno”, dice Salvini, che è molto curioso di sapere come finirà nel Pd, visto che “è Renzi che dà le carte”. “Non seguo Sanremo ma seguirò la direzione del Pd lunedì. Sarà più divertente di Sanremo. Spero che esca la data delle elezioni”.

La Lega non resta intanto con le mani in mano. “Stiamo lavorando e siamo pronti per votare a giugno – ha ribadito il segretario del Carroccio -, votando con amministrative e politiche insieme. Sperando che si voti, se cosi’ non fosse sarebbe una farsa”. Ma con quale legge elettorale? “Con qualunque legge elettorale – ha risposto Salvini -. Anche con questa, tanto non va mai bene nessuna legge elettorale”.

Berlusconi Salvini MeloniAlleanze in vista delle Politiche? Anche qui, Salvini è netto: la Lega corre da sola. E il centrodestra? Il Matteo padano sembra essere sempre più distante dal leader di Forza Italia. Tanto che ammette: “Berlusconi? Non lo sento e non lo vedo da tempo. E’ una passione vostra – dice rivolgendosi ai cronisti -, io non sento l’urgenza di correre ad Arcore, stiamo lavorando su altre cose”. A Salvini e’ stato anche chiesto se non ritenga che di fronte alle difficolta’ degli avversari un centrodestra unito abbia maggiori probabilita’ di vittoria alle politiche. “A me non interessa godere delle disgrazie altrui – ha risposto -. E poi centrodestra… ma se non hai un programma comune? Unito da che cosa? Dalla speranza di due poltrone in piu’? Se non c’e’ un programma comune…”.

Sulla discesa in campo di Pisapia, ex sindaco di Milano: “Pisapia scende in campo? Non ne hanno nostalgia i milanesi, figuriamoci gli italiani. Se a sinistra per vincere puntano su Pisapia sono messi male, poverini”.