Effetto Brexit e lavoratori italiani, ‘niente panico’

L’esito delle urne inglesi apre nuovi scenari per il mondo del lavoro e per gli italiani che si sono trasferiti nel Regno Unito, circa 13 mila di media ogni anno secondo i dati dell’ISTAT. A dimostrazione di come il Paese sia fortemente attrattivo per i nostri connazionali, vantando un tasso di disoccupazione di circa il 5%, rispetto all’11,7% dell’Italia. Ma a cosa ci si deve preparare adesso? L’Avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio legale Daverio & Florio che in Italia rappresenta Innangard, il network internazionale specializzato nel diritto del lavoro, commenta:

“Molti manager europei, che attualmente lavorano nel Regno Unito, sono in agitazione, anche se probabilmente non ci saranno conseguenze nel breve periodo. Il Regno Unito, infatti, rimarrà soggetto al principio europeo della libera circolazione, per un periodo di negoziazione con l’Unione Europea, che potrebbe anche non iniziare fino al prossimo autunno”.

Una fase di transizione dunque, per un Paese che nella classifica delle mete di destinazione degli emigrati italiani nel 2014 occupa il secondo posto, dopo la Germania.

“C’è ancora tempo per progettare cambiamenti ed evitare reazioni ‘d’impeto’ – conclude Daverio – Rassicurare i manager europei su questo, potrà essere d’aiuto nel riacquistare fiducia nelle organizzazioni multinazionali”.

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