Editoria, l’Italia legge in biblioteca – di Franco Esposito

Leggere è bello, una meraviglia. Appaga lo spirito, è cibo dell’anima. Più o meno come la musica. Leggere buoni libri è esercizio fondamentale, leggerne tanti riempie di cultura, si fa il pieno. Ma leggere costa, l’acquisto di libri comporta una spesa oggi dura da sopportare. La crisi svuota le tasche, in libreria si spende troppo. Calano le vendite, e questo dato oggi ineludibile rischia purtroppo di diventare ineluttabile nel tempo. Il calo delle vendite nelle librerie però non significa che gli italiani leggono meno rispetto al poco che leggevano prima. Lettori non appassionati, relegati agli ultimi posti della classifica. Tout court, non siamo stati mai un popolo di lettori.

Rari topi di libreria, diventiamo giorno dopo giorno frequentatori assidui delle biblioteche. Ma sì, stiamo scoprendo come leggere, bene e tanto, senza spendere un euro. Andiamo in biblioteca, ci fermiamo a leggere o prendiamo in prestito libri e dvd. In Italia le biblioteche sono 12.700. Seimila e settecento comunali, 2.000 universitarie, 46 sotto l’egida del Ministero beni e attività culturali.

Gli italiani nelle biblioteche: se non è invasione, una piacevole invasione, manca davvero poco. A Palermo le presenze sono aumentate del 72%. Una inattesa, poderosa, clamorosa impennata, come è possibile dedurre dall’indagine effettuata dal quotidiano “La Repubblica”. A Firenze il popolo delle biblioteche è cresciuto in misura esponenziale, più 38%. Il segno più riguarda in pratica tutte le biblioteche italiane: 14% l’aumento registrato a Pisa, 13% a Milano, 6,7 Roma. In biblioteca non si vedono più soli studenti; adulti e anziani sono rappresentati in maniera decisamente congrua.  Frequentazioni ovunque in crescita, ma il boom l’ha realizzato un paese in provincia di Reggio Emilia, Cavriago, diecimila abitanti. Le presenze sono aumentate addirittura del 325%; i prestiti del 75%. La sana provincia italiana affamata di cultura. Il mercato del libro è calato del 4%. Sprovvisti di mezzi economici ogni giorno di più, gli italiani hanno scoperto che si può ricorrere ai servizi gratuiti. Richiestissimi in questi tempi di crisi. In Italia l’11,7% frequenta le biblioteche. Il 7% fa almeno un prestito l’anno. I prestiti raggiungono quota 52 milioni ogni anno. La leadership è del Trentino, 28,8%; la maglia nera è della Campania, 6,2%. Una mortificazione non inattesa: si conosce da sempre la pigrizia (o l’allergia) di questa regione verso la lettura.

Ma quanto leggono gli italiani? Il 13% legge più di 30 titoli l’anno, l’8,5% più di 13. In biblioteca l’apertura al digitale ventiquattrore su ventiquattro ha favorito e accelerato la poderosa crescita delle presenze. Risultati straordinari ha prodotto Medialibrary e la biblioteca di ebook. Le riviste sono consultabili anche da casa. L’incremento stimato degli iscritti è stimabile sull’ordine del 38%. Le famiglie vanno in biblioteca, chiedono dvd in prestito, li portano via per vederli a casa durante il week-end. La biblioteca è diventata un punto di riferimento anche per gli italiani. Dalla libreria alla biblioteca, l’Italia volta pagina. Esaminati i dati, incrementi qua e là da sballo, si può dire che abbiamo scoperto il piacere della lettura. Che potrebbe diventare di massa, tempo qualche anno. Una constatazione e un auspicio che non possono non rallegrare gli italiani di buon senso animati dal desiderio, dalla voglia e dalla necessità di sapere di più. Le biblioteche affollate sono musica gradevole anche per le orecchie dei lavoratori del settore. Nel nostro Paese gli operatori sono 17.000, dovendo mettere nel conto anche le biblioteche degli enti ecclesiastici. E vi sono anche biblioteche che puntano con convinzione ad un ruolo sociale. Donne incinte, bambini, e volumi, testi, libri ad hoc. Si svuotano librerie, imperdibili location di cultura e di storia; c’è folla in biblioteca.

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