Editoria, Indagato De Gregorio (PdL) in concorso con Lavitola per truffa e false fatturazioni

Lui è Sergio De Gregorio, senatore PdL, quello che ha fondato la Fondazione Italiani nel mondo, ve la ricordate? Ne facevano parte anche alcuni eletti all’estero del PdL, fra cui Nicola Di Girolamo, il senatore finito in gabbia perché accusato, fra le altre cose, di essere arrivato a Palazzo Madama grazie ai voti della ‘ndrangheta.  Ma sì, De Gregorio, quello di Italiani nel Mondo Channel, canale su cui veniva trasmessa, fra l’altro, pubblicità a sfondo pornografico (allora il Pd picchiò duro nei confronti di De Gregorio su questa vicenda).

Ebbene, proprio De Gregorio oggi è indagato dalla procura di Napoli per truffa e false fatturazioni nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti al quotidiano l’Avanti, il quotidiano di Walter Lavitola, quello che poteva chiamare Silvio Berlusconi a qualsiasi ora del giorno e della notte, e il Cavaliere gli rispondeva pure. De Gregorio è indagato in concorso con Lavitola.

Dunque dopo Ciarrapico, altro parlamentare PdL accusato di avere sottratto allo Stato milioni di euro con l’inganno, attraverso contributi all’editoria rilasciati dalla presidenza del Consiglio, ecco dunque che viene indagato un altro esponente del partito del Berlusca.

I magistrati napoletani, Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Hemry John Woodcock, indagano in particolare sull’erogazione di oltre 23 milioni e 200 mila euro in un arco di tempo che va dal 1997 al 2009 a titolo di contributi per l’editoria. L’erogazione, secondo l’accusa, sarebbe avvenuta facendo ricorso a fatture per operazioni inesistenti e documenti che attestavano, contrariamente al vero, che la societa’ editrice, la International Press, possedeva i requisiti sulla tiratura delle copie vendute. Pertanto, il Dipartimento per l’Editoria sarebbe stato indotto in errore in quanto erano state comunicate vendite in blocco o mediante strillonaggio del quotidiano, in realtà mai effettuate.

I magistrati hanno disposto il sequestro di quattro container nella sede della Mx Box di Casalnuovo (Napoli) eseguito dalla Guardia di Finanza, ipotizzando che vi siano custoditi documenti relativi alle societa’ del cosiddetto gruppo De Gregorio. Dovra’ essere il Senato a decidere se autorizzare la perquisizione dei container.

DE GREGORIO: ‘RINUNCIO A MIE PREROGATIVE DI PARLAMENTARE’ Appena appresa la notizia, Sergio De Gregorio ha affermato di voler “rinunciare da subito alle mie prerogative di parlamentare: i containers che mi sono stati sequestrati sono pieni di vecchie masserizie, provenienti da casa ed uffici dismessi. Anzi, se i pubblici ministeri di Napoli me lo consentiranno, glieli andro’ ad aprire personalmente…”.

"Quanto ai finanziamenti a ‘L’Avanti!’ e’ evidente, dalle documentazioni che ho gia’ fornito alla Guardia di Finanza, che il mio ultimo rapporto con il quotidiano di Lavitola e’ datato 2006. Gia’ prima che entrassi in Parlamento – spiega – avevo ritenuto di dover interrompere il mio ruolo di fornitore di servizi al giornale ed e’ pertanto improprio ritenere che il sottoscritto abbia potuto condividere gli interessi economici di Lavitola, con il quale le strade professionali si sono separate da quel tempo".

"Ho comunque consegnato alla Guardia di Finanza tutti i documenti in mio possesso e confido nella responsabilita’ e nella buona coscienza dei magistrati inquirenti". Si vedrà.

GIORNALI ITALIANI ALL’ESTERO Certo è che un’altra storia di fondi sottratti alla presidenza del Consiglio attraverso fatture false proprio non ci voleva: di certo episodi del genere non fanno bene all’editoria sana. Noi che abbiamo a che fare con gli italiani nel mondo, da tempo suoniamo l’allarme: occhio, perché anche fra i giornali italiani all’estero si nascondono vere e proprie truffe. Tuttavia, ogni volta che abbiamo voluto porre l’attenzione su qualche caso in particolare, apriti cielo!, ce ne hanno dette di tutti i colori. Forse ci vorrebbe proprio qualche bella interrogazione parlamentare, a proposito di giornali italiani all’estero e dichiarazioni di fatturati falsi…

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