Ecco Saporìe, il festival del cibo di strada

Alla presenza delle autorità, del cofondatore e dirigente nazionale di Slow Food, Silvio Barbero, e dell’attore Vito, venerdì 30 settembre, alle ore 19 verrà inaugurato a Cesena, in piazza della Libertà, Saporìe – Il Festival del Cibo di Strada che si terrà da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre, in concomitanza con il Fine Settimana per la Cultura e con l’appuntamento di sabato 1 ottobre, in cui il Festival si protrarrà con la Notte per la Cultura di Cesena.
 
Torna quindi a Cesena questo appuntamento nel quale protagonisti saranno i cibi di strada della Puglia, della Sicilia e della Campania che si gemelleranno con quelli della Romagna e dell’Emilia. Dopo il grande successo riscosso l’anno scorso con la sesta edizione del Festival Internazionale del Cibo di Strada, Confesercenti Cesenate, Slow Food Cesena e Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes hanno deciso di realizzare di nuovo nel 2011 questa manifestazione.
 
Saporìe è organizzata in collaborazione con Comune di Cesena, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Zona A, Associazione Noi con Loro, Radio Bruno, Studio Pleiadi, Centrale del Latte di Cesena, Tefal, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Provincia e della Camera di Commercio di Forlì-Cesena.  Il Festival aiuta la sostenibilità ambientale grazie a Pieri e Graziani ed Eco Zema.
 
La Puglia è la novità di quest’anno di Saporìe, che insieme con la Sicilia e la Campania sono tra le regioni più ricche di cibi e cucine di strada. Questo il motivo per cui il gemellaggio di quest’anno sarà dedicato proprio a queste regioni, che proporranno una parata dei più tipici mangiari, scelti sempre seguendo l’assoluto principio della qualità.
 
In Puglia, Sicilia e Campania il cibo di strada rappresenta uno dei più antichi modi di mangiare di tutti i tempi: una ristorazione antica quanto le città. Qui il cibo è presentato, offerto, messo in vetrina ovunque. Ammicca da ogni angolo della città con le grida musicali dei venditori, che ricordano composizioni antiche. Il cibo è di natura semplice e legato non solo ai prodotti tipici del luogo, ma anche agli usi e ai costumi socio-culturali e religiosi degli abitanti delle città. Assaporando quei cibi che oggi sono entrati a far parte della tradizione è possibile ripercorrere la storia di questi luoghi che ancora porta il segno delle influenze dei popoli passati di là.
 
“La Puglia – afferma Francesco Biasi, responsabile di Slow Food Alberobello-Valle d’Itria – è una terra ricca di sapori; un territorio dove le tradizioni gastronomiche, antichi strumenti per esprimere ospitalità e cordialità della sua gente, sono radicate e tramandate da generazioni. In questa terra carica di sole, profumi e colori, quando giunge il momento del tramonto è l’ora del “fornello pronto”. Si tratta di un’usanza che pare risalire agli antichi Greci, probabilmente legata all’esigenza di nutrirsi delle parti rimaste inutilizzate degli animali sacrificati agli dei; con il tempo la tradizione del fornello fu accolta in particolare dalle classi contadine che, quando l’occasione lo permetteva, potevano godere del lusso della carne raccogliendo le frattaglie degli animali destinati ai ricchi. Un rito povero, insomma, nato dalla necessità, che con il passare del tempo ha, certo a buon diritto, conquistato il palato dei più raffinati gourmet. Una ricca scelta tra gnumarieddi (interiora di agnello legati con interiora dello stesso animale), zampina (salsiccia di vitello e maiale, con l’aggiunta di aromi), salsiccia a punta di coltello (carne di maiale, sale, pepe e vino), bombette (involtini di capocollo di maiale contenenti canestrato pugliese, prezzemolo, pepe e sale)
 
La tradizione vuole che i panzerotti si preparino per le feste di Natale o la notte di capodanno. Però in Puglia si preparano in ogni occasione e si vendono per la strada. Il giorno di festa che raccoglie le famiglie intorno alla tavola prevede, come tradizione vuole, il piatto principe di tutte le portate: le orecchiette, rigorosamente fatte a mano e lavorate dalle persone più anziane, che in quel gesto del pollice, atto a dar forma all’orecchietta, trasmettono tutta la loro esperienza e manualità. Con le cime di rapa, con il ragù di carne o con la passata di pomodoro esprimono al gusto quel sapore semplice di grano duro. I ricordi più belli della terra di Puglia, sono legati a quel profumo inebriante che la domenica mattina si sprigiona da ogni cucina e che avvolge le abitazioni e le strade dei centri storici e non solo… il meraviglioso profumo delle polpette fritte, sì perchè non è domenica se mancano le polpette nel sugo! La manualità delle polpette si trasmette di madre in figlia in maniera del tutto spontanea, non ci sono dosi precise da rispettare, ma si va “ad occhio” così come l’esperienza e l’imitazione di gesti antichi suggeriscono. Così come per le f’cazzed fritte condite con la ricotta forte, dal sapore intenso, profondo ed inebriante… segno di una civiltà contadina povera, ma ricca di tradizione, orgoglio e dignità, pregna di tradizioni sane ed oneste”.
 
Nel Centro storico di Cesena, in piazza della Libertà, verranno allestite tante isole gastronomiche, che riprodurranno fedelmente l’atmosfera, i profumi, i sapori, dei mercati rionali siciliani e delle strade campane e pugliesi; un viaggio nei prodotti culinari “di strada” che sono caratteristica primaria di queste terre. Altre isole gastronomiche saranno dedicate al Cibo di Strada della Romagna e dell’Emilia. Un gemellaggio all’insegna del gusto attraverso la storia e la tradizione di popoli dove il cibo di strada rappresenta l’eccellenza ed è simbolo del territorio.
 
Durante la manifestazione si terranno incontri, convegni e laboratori sul tema.

In particolare:

Sabato 1 ottobre, ore 11,30: La Cucina di Strada palermitana. Vincenzo Conticello, gastronomo e storico siciliano, racconta le tradizioni dei cibi popolari palermitani e della loro riscoperta. Al termine assaggio di cibi e prodotti del territorio.
 
Sabato 1 ottobre, ore 15,30:La Cucina di Strada pugliese. Francesco Biasi, gastronomo e fiduciario Slow Food Alberobello e Valle d’Itria, racconta le tradizioni dei cibi popolari pugliesi e dei prodotti locali. Al termine assaggio di cibi e prodotti del territorio.
 
Sabato 1 ottobre, ore 17,30: La Cucina di Strada napoletana. Antonio Tubelli, gastronomo e storico campano, racconta le tradizioni dei cibi popolari napoletani e della loro riscoperta e riattualizzazione. Al termine assaggio di cibi e prodotti del territorio.
 
Domenica 2 ottobre, ore 17,30: L’evoluzione della caffettiera in Europa da fine Ottocento a oggi. Riscoprire il gusto del caffè di un tempo in un viaggio affascinante tra evoluzione tecnica e storia del design della caffettiera e della preparazione del caffè nelle case dell’Europa di fine Ottocento fino ad arrivare ai giorni nostri.

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