Ecco le tangenti 2.0, spunta anche il nome di Lupi. E’ l’inchiesta ‘Sistema’ (VIDEO)

Soldi pubblici e favori usati per arricchire le proprie tasche. Ancora una volta parliamo di tangenti e corruzione. Milioni, miliardi di euro bruciati e mangiati. Il super-dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) Ercole Incalza è tra i quattro arrestati dell’inchiesta della Procura di Firenze e del Ros. Gli altri sono gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e Sandro Pacella, collaboratore di Incalza.  

"I principali indagati sono Ettore Incalza, che da molti anni si occupava di grandi opere ai lavori pubblici. Per l’accusa la direzione dei lavori veniva affidata all’ingegner Stefano Perotti per un accordo illecito: Perotti affidava consulenze retribuite a Incalza. Sono stati arrestati anche due loro stretti collaboratori". Lo ha detto il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, alla conferenza stampa dell’inchiesta sulla Tav e su grandi opere che ha portato a 4 arresti.

41 INDAGATI Oltre gli arrestati, ci sono ulteriori 41 indagati a piede libero, raggiunti da un’informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica di Firenze per i medesimi reati. Sono stati sottoposti a perquisizione, estesa anche agli uffici di societa’ e istituzionali nella loro disponibilita’, tra cui Uffici della Struttura di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete Ferroviaria Italiana, dell’Anas International Enterprises, delle Ferrovie del Sud Est, del Consorzio Autostrada Civitavecchia – Orte – Mestre, dell’Autostrada regionale Cispadana e dell’Autorita’ portuale Nord Sardegna.

Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L’esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia.

DI PIETRO Antonio Di Pietro, ex ministro delle Infrastrutture, fa sapere che una volta arrivato al Ministero delle Infrastrutture ha “subito provveduto a rimuovere” Ercole Incalza dall’incarico di responsabile della Struttura tecnica di missione ed anche a metterlo fuori dal Ministero".

“MODUS OPERANDI CRIMINALE” Il "modus operandi criminale" delle persone arrestate nell’inchiesta "Sistema" della procura di Firenze e del Ros e’ fondato, sottolineano gli investigatori, sui "reciproci rapporti di interesse illecito" tra gli indagati, tutti accusati di concorso in tentata corruzione per induzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata liberta’ degli incanti, turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente e altri reati contro la Pubblica amministrazione. In particolare, secondo l’accusa, le societa’ consortili aggiudicatarie degli appalti delle Grandi Opere sarebbero state indotte da Ercole Incalza – capo della struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture, competente sulle Grandi opere – a conferire all’imprenditore Stefano Perotti, o a professionisti e societa’ a lui riconducibili, incarichi di progettazione e direzione di lavori "garantendo di fatto il superamento degli ostacoli burocratico-amministrativi"; Perotti, quale contropartita, avrebbe assicurato l’affidamento di incarichi di consulenza o tecnici a soggetti indicati dallo stesso Incalza (peraltro destinatario anch’egli di incarichi "lautamente retribuiti" conferiti dalla Green Field System srl, una societa’ affidataria di direzioni lavori).

SPUNTA IL NOME DI LUPI "…su questa roba ci saro’ io e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’e’ piu’ il governo!". Con queste parole il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi si rivolge il 16 dicembre 2014 ad Ercole Incalza in una telefonata intercettata dal Ros nell’ambito dell’inchiesta di Firenze. Secondo gli inquirenti la conversazione "ben rappresenta" l’importanza della Struttura tecnica di cui era a capo Incalza.

"Il ministro Lupi – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Incalza e di altri tre indagati – a fronte della proposta di soppressione" della Struttura di Missione "o di passaggio della stessa sotto la direzione della presidenza del Consiglio arriva a minacciare una crisi di governo".

Nel provvedimento viene quindi riportato un brano della conversazione intercettata. Dice Lupi: "…vado io guarda… siccome su questa cosa…te lo dico gia’…pero’ io non voglio…cioe’ vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che senno’ vanno a cagare!…cazzo!…ho capito!… ma non possono dire altre robe!… su questa roba ci saro’ io li e ti garantisco che se viene abolita la Struttura Tecnica di Missione non c’e’ piu’ il governo!…l’hai capito non l’hanno capito?!".

La Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, e’ scritto nell’ordinanza, opera alle dirette dipendenze del ministro ed e’ stata diretta per anni da Ercole Incalza, soggetto secondo gli inquirenti "in grado di condizionare il settore degli appalti pubblici per moltissimi anni".

"Dal complesso delle indagini è emerso uno strettissimo legame tra Ercole Incalza e il ministro Maurizio Lupi". E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Angelo Antonio Pezzuti nell’inchiesta "Sistema" che ha portato in carcere lo stesso Incalza e l’imprenditore Stefano Perotti. Tale relazione, secondo il Gip, "ha sicuramente contribuito, da ultimo, all’affermazione del potere di Ercole Incalza nei rapporti con i dirigenti delle imprese e anche con altri soggetti istituzionali" mentre Incalza "ha aiutato il ministro Lupi nello svolgimento della sua attività istituzionale e in quella politica, così come quest’ultimo è spesso intervenuto in suo favore prendendone le difese".

"Inoltre il legame tra Ercole Incalza e Maurizio Lupi e in generale con il Nuovo Centro Destra – scrive il Gip – risulta evidente nel messaggio e nella telefonata che il primo ha con una tal Daniela che adopera un telefono intestato al Ministero delle Infrastrutture nel corso dei quali Ercole Incalza afferma di aver trascorso la notte a redigere il programma di governo che l’Ncd avrebbe dovuto presentare e di essere in attesa del benestare di Angelino Alfano e di Maurizio Lupi".

Inoltre "conferma del legame tra Incalza e Lupi emerge dalla telefonata intercorsa tra i due il 17 febbraio 2014. Nel corso della stessa infatti, il secondo si lamenta con il primo per essere stato da lui "abbandonato" e quest’ultimo contesta tale affermazione dicendogli di “aver scritto anche il programma". Dall’altro lato, scrive il Gip, dall’esame della telefonata del primo luglio 2014 intercorsa tra Antonio Incalza (figlio di Ercole, ndr) e Sandro Pacella "emerge che la difesa di Ercole Incalza effettuata dal ministro Lupi in sede di interrogazione parlamentare sia stata scritta dal difensore di fiducia di Ercole Incalza, avvocato Titta Madia". Pacella, al figlio di Incalza, secondo la trascrizione dell’intercettazione, dice: "… no è andata… ha letto quello che ha scritto Titta e lui…".

M5S, “LUPI DI DIMETTA” “Incalza in 14 anni ha attraversato indette sette governi. Ora il ministro dovrebbe fare un’unica scelta di dignità: dimettersi": così il Movimento 5 Stelle. “L’hanno appena arrestato. Ora ne vedremo delle belle. Tutti in galera". Lo scrive Beppe Grillo su Facebook. Su Twitter aggiunge: "Ora subito legge anticorruzione”.

DELRIO, “NESSUN POLITICO INDAGATO” "La responsabilita’ penale delle persone e’ individuale. Non c’e’ un sistema Ncd che proteggeva Incalza. Se saranno accertati i fatti, sono gravissimi, dobbiamo andare fino in fondo, nessun tentennamento, ma si fa fatica a parlare di responsabilita’ politiche senza nessun politico indagato". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ospite di "Otto e mezzo", su La7.

PALAZZO CHIGI PREOCCUPATO A 46 giorni dall’inaugurazione dell’Expo, l’inchiesta sulle grandi opere della Procura di Firenze cade come una tegola su Matteo Renzi, convinto che, dopo gli arresti della scorsa estate, l’accelerazione sui cantieri milanesi fossero la prova dell’"Italia che riparte". I nuovi arresti preoccupano Palazzo Chigi che prende le distanze dal ministro Maurizio Lupi, finito nelle intercettazioni per i suoi rapporti con Incalza, e chiede chiarezza perche’ l’impegno del governo contro la corruzione, incarnato nel ruolo del commissario Raffaele Cantone, non venga offuscato.

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