Ebola, Lorenzin: ‘nessun rischio per l’Italia’

WCENTER 0XNBAIOMAN Beatrice Lorenzin in una immagine di archivio. ANSA/CLAUDIO PERI

L’epidemia di Ebola si sta allargando. Ci sono rischi per l’Italia? "Non li vediamo – afferma Beatrice Lorenzin, ministro alla Salute, in una intervista al Messaggero -. Ebola si trasmette solo per contatto diretto con fluidi corporei e i controlli nei porti e aeroporti sono capillari. Allo Spallanzani di Roma l’Oms ha chiesto di preparare protocolli per ospitare operatori malati, in quanto siamo gli unici ad avere strutture e know-how all’altezza. Detto questo, serve un intervento dell’Oms sostenuto dall’Onu per mettere in sicurezza i confini dei Paesi africani colpiti e migliorarne le condizioni sanitarie. E domani il Consiglio europeo varerà il coordinamento di tutte le attività di prevenzione e di emergenza dei singoli Paesi europei".

Lorenzin nella stessa intervista lancia il suo avvertimento replicando alle dichiarazioni del responsabile dell’Economia Padoan secondo cui "ci sono ancora margini per risparmiare": "Se sulla Sanità dovessero piovere nuovi tagli, gli italiani dovrebbero rinunciare nel medio periodo al sistema sanitario come lo conosciamo oggi", "dopo 25 miliardi di euro di tagli compiuti negli ultimi anni, senza una strategia alternativa, i cittadini, almeno quelli che se lo potranno permettere, dovranno farsi un’assicurazione sanitaria. La Sanità gratuita sarebbe ridimensionata".

Sul tema della fecondazione eterologa: "Le Regioni si vedranno per stabilire linee comuni da adottare in attesa della legge. Credo sia un’iniziativa saggia per evitare situazioni di totale disparità. Ciò non toglie che, per garantire sicurezza e gratuità, serva la legge primaria per avere la tracciabilità dei gameti nel rispetto della privacy, la creazione di un registro nazionale e il recepimento delle direttive europee per adottare le procedure di controllo per lo screening dei donatori. Spero che il Parlamento possa varare la legge entro dicembre".

Sul sequestro delle cellule staminali negli Spedali di Brescia, disposto dal pm Guariniello che indaga sul metodo Stamina, il ministro commenta: "Esiste una conflittualità tra la magistratura civile e quella penale che ha compiuto un’indagine molto approfondita, rinviando a giudizio tutti i protagonisti della vicenda", "ricordiamo che quelle di Stamina non sono cure. Non è un protocollo verificato e neppure una cura palliativa. E’ stato un grande errore far entrare la sperimentazione a Brescia".