E ora nel centrodestra c’è voglia di unità – di Laura Neri

Trascorse le elezioni europee, visti i risultati che hanno premiato il Pd di Matteo Renzi, nel centrodestra di discute di futuro e alleanze. E così Renato Schifani, senatore del Nuovo Centrodestra, intervistato dal Messaggero annunca: “Torneremo a parlare con i forzisti”, anche se “ci vorrà molto tempo e molto lavoro".

L’esponente Ncd sostiene che "è indispensabile riunire i moderati ma con nuove regole, più trasparenza e una nuova leadership, scelta con le primarie. Il mio sogno è riunire il cartello che ci ha fatto vincere nel ’94 e nel 2001". Per il programma immediato invece dice: "Ci batteremo per le preferenze nell’Italicum e assicureremo sostegno alle riforme. Il Paese prima di tutto".

Secondo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – risultata la più votata in centro Italia con il Ncd – Forza Italia alle Europee ha comunque avuto “un crollo”, e “ho paura sia solo l’inizio del dissolvimento”, aggiunge. Ncd? “Ho brindato al risultato del Ncd che da oggi può guardare con maggiore fiducia e solidità al futuro".

Tuttavia la soluzione per rimettere in piedi un centrodestra in grado di vincere sullo schieramento di sinistra è quella di riunire tutti i moderati sotto lo stesso tetto. Il progetto, da sempre, di Silvio Berlusconi. "Ogni frammentazione che sia Ncd o Forza Campania, non viene mai giudicata bene dai nostri elettori. Per questo il primo obiettivo è l’unità”, afferma la deputata di Forza Italia Mara Carfagna in una intervista a Il Mattino. L’ex ministro, sommando tutti i voti del centrodestra, commenta: "Non siamo andati così male" e "per questo lo sforzo è quello di unire una casa comune sia a livello nazionale che locale".

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