E’ morto Roberto Pepe, una delle firme più apprezzate di ItaliaChiamaItalia

Roberto Pepe, fra i collaboratori più stretti di Italiachiamaitalia.it, una delle nostre firme più apprezzate da parte dei lettori, se n’è andato. Colpito da un tumore fulminante alla testa, è morto lo scorso 26 agosto, dopo aver lottato per tre mesi contro la malattia, inutilmente. Aveva 71 anni.

Ricky Filosa, direttore del nostro quotidiano online, questa mattina ha telefonato a casa di Roberto e ha parlato con sua moglie, una donna forte che però in questi giorni sta annegando in un mare di tristezza, per esprimere a lei a tutta la sua famiglia le proprie condoglianze e quelle di tutta la nostra redazione.

“Roberto – ricorda Filosa – era una persona speciale, piena di vita. Aveva una grande passione per la scrittura, per i temi di politica e attualità, e anche per l’universo degli italiani nel mondo. Lui stesso aveva parenti residenti oltre confine. Di questi temi trattava sulle nostre pagine con puntualità, coraggio, dedizione. Indimenticabili le sue vignette, apprezzate dal nostro pubblico come lo erano i suoi articoli. Era innamorato del nostro giornale ed era orgoglioso di farne parte. Più volte – continua il direttore di Italiachiamaitalia.it – aveva partecipato alle nostre cene di redazione, ma anche a riunioni di carattere più politico. I suoi articoli, i suoi originali punti di vista, le sue idee, il suo entusiasmo per un progetto, il nostro, basato principalmente sulla forza d’animo e sulla passione di chi ne fa parte, mi mancheranno, mancheranno moltissimo a tutti noi. Ciao Roberto, grazie per avere voluto condividere un tratto di strada insieme a noi. Sono convinto che, ovunque tu sia, continui a leggerci ogni giorno. Se ti va, ogni tanto manda un tuo pezzo anche da lì”.

Leonardo Cecca, anche lui firma preziosa e attenta di ItaliaChiamaItalia, amico di Roberto da una vita, lo ricorda così: “ho conosciuto Roberto nel lontano 1963, quando varcammo il portone dell’Accademia Militare di Modena. Con lui ho convissuto per due anni, tra disciplina, studi e tanti sacrifici. Era una valida persona sotto ogni punto di vista, specialmente per quanto riguarda la sincerità e la moralità. Alla fine dei due anni lui fu affascinato dall’architettura, dalla letteratura e dal teatro, così lasciò la vita militare per seguire gli studi di architettura per poi entrare a far parte di uno staff tecnico dell’Alitalia. Perdemmo ogni contatto, ma il nostro desiderio di evidenziare senza peli sulla lingua i mali che affliggono il nostro Paese ci rimise in contatto a seguito di alcune lettere quasi simili nel contenuto e pubblicate dal Corriere della Sera”.

“Fu proprio Roberto – ricorda ancora Cecca – che mi mise in contatto con il direttore Ricky Filosa per far trovare ospitalità ai miei articoli e alle mie opinioni su ItaliaChiamaItalia. Abbiamo così riavviato i rapporti, anche se a distanza. Ho perso contatti con lui la scorsa primavera dopo aver messo in cantiere l’idea di fondare il club de ‘I cani sciolti’ e l’intenzione da parte sua di preparare il logo. L’idea de ‘I cani sciolti’ derivava dal fatto che entrambi scrivevamo ciò che pensavamo senza alcun calcolo, così come del resto abbiamo fatto nella vita. Sincerità innanzitutto, il resto è solo mancia. Grazie Roberto per il tuo esempio, la tua sincerità e per l’opportunità che mi hai dato con ItaliaChiamaItalia”.