Dolci ceramiche (ed altro) a Castelli – di Carlo Di Stanislao

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Il Natale si fa particolarmente dolce a Castelli, con una mostra intitolata “Ceramiche per la cioccolata”,  in cui, conservando sempre uno sguardo alla tradizione, si intende  mettere in evidenza le nuove tendenze del design moderno, settore di ricerca in cui gli artigiani ceramisti da sempre si impegnano con vigorosa passione. La produzione ceramica castellana, sin dal Settecento, annovera manufatti per il consumo del cioccolato come tazze, ciotole, chicchere, vassoi e porta-cioccolatini e nella fiera castellana, in scena dal 7 all’11 dicembre, l’antico ed il nuovo saranno messi a confronto, in un trionfo di gusto e di raffinatezza.

Promossa dalla Amministrazione Comunale, alla mostra saranno presenti, come comprimari, i più affermati maestri cioccolatieri d’Abruzzo, con una larga esposizione dei loro prodotti migliori.
Di antica tradizione, l’arte della ceramica smaltata fu introdotta a Castelli dai monaci benedettini nel 1100 circa, ma solo intorno al 1400 la città conobbe un vero sviluppo economico e perciò urbanistico. Fin da allora, Castelli si distinse per l’introduzione di metodi di lavorazione innovativi e per la combinazione di tecniche che rendessero più economica la produzione, di certo favorita dall’abbondanza di legname (per la cottura delle ceramiche) e delle materie prime come l’argilla e i corsi d’acqua (dalla cui macinazione a mulino si otteneva la polvere stannifera bianca per lo smalto). Grazie alla tecnica del forno “a respiro” venivano riutilizzati i gas di scarico bruciati, risparmiando sull’impiego della legna, mentre l’idea di dipingere e rifinire solo il lato frontale dei vasi da farmacia per esempio, riduceva di molto i tempi di realizzo dei prodotti stessi.

Alla mostra natalizia collaborerà attivamente il Parco Nazionale del Gran Sasso, offrendo i prodotti tipici dell’enogastronomia del territorio, che verranno esposti e proposti in appositi stand. Qui i visitatori potranno trovare e assaggiare il meglio della tradizione agroalimentare del territorio: le conserve, il miele millefiori, le erbe aromatiche come lo zafferano, le varietà di formaggi locali, l’olio, gli ortaggi e i legumi come la lenticchia, i cereali come il farro e le varietà dei salumi e dei vini. Raccomandiamo vivamente, a coloro che si recheranno alla mostra, di non trascurare una visita allo splendido borgo teramano, con una sosta particolare al  Museo della ceramica,  nonché l’Istituto d’arte "F. A. Grue" ed anche, naturalmente, alla suggestiva chiesa di S. Donato, dedicata alla Madonna del Rosario nel XV secolo,  ampliata agli inizi del Seicento, con il soffitto tappezzato da mattonelle di pregevolissima fattura, tanto da essere stata definita da Carlo Levi “La Cappella Sistina della Maiolica”.

Vale la pena poi ricordare che, nel programma di “Castelli di Natale”, dal 10 dicembre al 7 gennaio, Castelli ospiterà una mostra di venti tele del poeta, scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra, mostra nata da una idea del geniale Giancarlo Puritani, appassionato ed attento curatore di vari eventi nel Teramano. Tonino Guerra, che lo scorso febbraio è stato insignito ad Hollywood del premio “Jean Renoir Award”, che lo ha consacrato come uno dei più grandi sceneggiatori dei nostri tempi, è noto soprattutto per le sceneggiature di grandi film, diretti dai maggiori maestri del cinema contemporaneo.

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