Dio ci salvi da Salvini – di Margherita Genovese

Matteo Salvini, un giovanotto ardito, e con questo aggettivo vogliamo alludere, sì, proprio ai tristissimi accostamenti storici che non vorremmo rivivere. Di Giovani Arditi ne abbiamo già avuti in passato, ma evidentemente l’uomo, quello con la memoria corta, quello che nelle piazze celebra o crocifigge con la stessa barbara esaltazione di massa, è ancora quello della pietra e della fionda, quello che descrive Quasimodo nella sua celeberrima "Uomo del mio tempo".

Chi ancora crede alla buona politica e si preoccupa del futuro non riesce ad accettare come si possa dare spazio mediatico a un personaggio che con le sue parole fa regredire gli italiani, fomentando egoismi e meschinità in una visione della società antistorica e destabilizzante.

Forse è solo il nome di battesimo comune all’altro Matteo, di tutt’altro stampo e di tutt’altro pensiero, a concedere al barbaro che parla con le felpe questo momentaneo successo di pubblico. Gallo ruspante contro falco reale, Salvini non può certo fare presa su quella parte dei cittadini che vuole presentarsi all’Europa e al mondo con le giuste credenziali. Lo vedete voi con Obama e con la Merkel nei consessi internazionali? O forse lo vedreste contro? Ridiamo su entrambe le ipotesi.

Temiamo che alla prossima adunata, magari da Piazza Venezia, racconti alla plebe obnubilata che saprà "spezzare le reni" alla Germania. E pensare che il Duce, quello pure megalomane, si accontentava della Grecia.

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