Dimmi che pizza mangi e ti dirò che tifoso sei

Dal Nord al Sud passando per il Centro, la passione per il calcio coinvolge da sempre un grande numero di tifosi e li unisce soprattutto in concomitanza dei più importanti tornei continentali. Ma oltre allo sport, cosa accomuna i milioni di tifosi che si trovano riuniti davanti alla televisione? Secondo l’82% dei supporter italiani la pizza non può mancare durante la partita della propria squadra nazionale, emblema dell’orgoglio italiano e vero e proprio rito in occasione degli avvenimenti sportivi che riuniscono davanti alla tv.

La più gettonata resta la classica Margherita (78%), al secondo posto quella con aggiunta di Prosciutto (64%) e sul terzo gradino del podio la Diavola (61%). Tifosi diversi, gusti differenti, ma anche svariati modi di tagliare la pizza che sono spesso un buon indicatore della personalità di un soggetto: c’è chi sceglie i tradizionali spicchi (46%) e addirittura chi non la taglia affatto (7%). Infine, anche l’ardua scelta del momento in cui mangiarla, pre, durante o post partita, è un dilemma che accompagna molti tifosi, con una maggioranza (37%) che preferisce mangiare l’ultimo boccone prima del fischio d’inizio.

È quanto emerge da uno studio condotto da Buitoni, effettuato con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1200 tifosi italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate per definire le categorie dei supporters italiani.

“In ogni cosa che facciamo rispecchiamo un nostro modo di essere: inclinazioni caratteriali, abitudini sociali e convenzioni culturali – afferma lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano -. Il tifoso abitudinario, che possiamo anche chiamare ‘tradizionale’, rivela nello sport, così come nella vita, la tendenza ad essere sempre un po’ in ansia, comportarsi in modo rigido e voler avere tutto sotto controllo. Niente a che vedere con il tifoso frettoloso, assolutamente emozionale, un mix di impulsività ed irrequietezza. Il tifoso sofisticato, invece, non è mai ripetitivo, ma attento sempre al dettaglio: per lui l’abitudine è il cambiamento e ama le scelte rischiose dell’allenatore. Il tifoso stravagante – conclude il dott. Cucchi –, che talvolta ha una deriva ultrà, trova invece nel gruppo la risposta alle sue difficoltà, che lo sprona a tirare fuori la giusta combattività”.

“Questa sera ci sono solo tre cose: partita, pizza e birra”. Questa è la frase più gettonata a ridosso di un match importante. Quali sono dunque le pizze preferite dai tifosi di calcio italiani? Al primo posto si posiziona la classica Margherita (78%), un must anche in occasione delle sfide calcistiche. Al secondo posto la pizza al Prosciutto (64%) e sul terzo gradino del podio la Diavola (61%). Appena sotto, la Bufala (52%), seguita dalla Capricciosa (43%). Sesta posizione per la Vegetariana (39%) e settima per la pizza Patate e Salsiccia (31%). All’ottavo posto la Parmigiana (27%) e agli ultimi due, 4 Formaggi (24%) e Americana con le patatine fritte (18%). Ma come tagliano la pizza gli italiani? La maggioranza ama tagliare la pizza nei classici spicchi (46%). Molti mangiano l’interno, lasciando sul piatto o nel cartone le croste (29%) e c’è chi la taglia in forme irregolari partendo dal centro (18%). Una piccola percentuale, infine, addirittura non la taglia ma la piega in quattro addentandola (7%).  

“Il  vero tifoso si riconosce anche dalla pizza che mangia, ma soprattutto da come la mangia! Così, pensare al gusto giusto per ciascuno ospite che viene invitato a casa per un tifo da stadio davanti alla tv, può essere l’arma vincente di una buona padrona di casa – commenta Ilaria Mazzarotta, autrice del blog Comfortfoodie.com e foodblogger della Cucina Buitoni –. Per un tifoso tradizionale, metodico e fedele ai rituali, consiglio senza dubbio la classica Margherita che non può lasciarlo deluso ed è una vera e propria sicurezza capace di confortarlo anche nei momenti di crisi, quando il vantaggio degli avversari sembra irreversibile. Diverso il discorso per il tifoso frettoloso, quello che commenta tutte le scelte dell’allenatore ed è severo con i giocatori giudicandoli già dal primo errore. Per un animo così ‘infuocato’, meglio una Diavola, sicuramente la sua preferita grazie alle note piccanti. Il tifoso sofisticato, attento ai dettagli e ai particolari, deve sicuramente essere coccolato con una Bufala, capace di dare quel tocco in più ad una semplice Margherita, o con una pizza 4 Formaggi per accontentare qualsiasi vezzo. Infine, con il tifoso Stravagante, quello che aizza le folle e ha uno slogan pronto per ogni occasione, si deve giocare di fantasia e proporgli una Salsiccia e Patate o una Parmigiana, perfette per i palati più esigenti”.   

E come conciliano la cena i tifosi con un evento sportivo? I più preferiscono consumare la propria pizza nel pre-partita (37%). L’ultimo boccone deve infatti sparire prima del fatidico fischio d’inizio. C’è chi, invece, vuole aspettare di sapere l’esito e addentare la fetta di pizza nel momento in cui si scioglie la tensione (26%). Per alcuni l’inno della squadra è sicuramente un ottimo “buon appetito” (21%), mentre per il 16% si può tranquillamente mangiare tra un goal e l’altro, soprattutto se la partita coincide con l’orario di cena. Qual è infine il tipo di pizza che si preferisce? Qui la sfida tra i supporter si intensifica e, anche se tutti tifano per la squadra nazionale, in questo caso si creano diverse fazioni. Durante la partita, la maggior parte preferisce gustare una tradizionale pizza napoletana (53%), dalla pasta morbida e sottile ma con i bordi spessi. Seguono i supporter della pizza alta al trancio (29%) e, in coda, quelli della pizza romana, più sottile e croccante (18%).

ECCO LE 4 TRIBU’ DEI SUPPORTERS ITALIANI:

TIFOSO TRADIZIONALE: è leggermente rigido e ansioso, ha bisogno delle abitudini per sentirsi a proprio agio. Odia i contrattempi e i cambiamenti. Difficilmente cambia la posizione da cui guardare la partita in tv o l’abbigliamento che testimonia la sua fede calcistica. Talvolta è soggetto a qualche atto di scaramanzia, che lo porta ad eseguire non delle semplici abitudini, ma dei veri e propri rituali propiziatori. E’ un tifoso silenzioso, ma attento e sempre fedele alla propria squadra.  Per lui, si consiglia una Margherita.

TIFOSO FRETTOLOSO: è il supporter che si “abbuffa”, di pizza come di tifo. Un mix di impulsività, discontrollo e irrequietezza, tanto che a volte non riesce a gustarsi davvero il momento, troppo preso a commentare il goal appena mancato o l’ipotetico fallo successivo. Si riempie la bocca a dismisura, mastica poco ed ingoia, non si prende il tempo per tagliare le fette, ma le piega come tovaglioli. E’ un tifoso emozionale, che urla e reagisce subito a tutti gli stimoli, difficilmente filtra le emozioni. Al suo fianco la partita sembra più intensa e vivace. Per lui, perfetta la Diavola.

TIFOSO SOFISTICATO: è quello che in psicologia si definisce soggetto alla Novelty Seeking, la ricerca continua, cioè, di novità e di stimoli inesplorati. Se la partita non è adrenalinica si annoia, rischia di addormentarsi, perché la sua vigilanza traballa se non è stimolato con emozioni forti. È attento ad ogni dettaglio, conosce la biografia di ciascun giocatore, anche quello che non è mai entrato in campo. Nulla è abitudine con lui, ma l’abitudine è il cambiamento stesso. Ama le scelte rischiose e quindi apprezza il c.t. quando osa. Con questo tipo di tifoso, meglio giocare di Bufala o di 4 Formaggi.

TIFOSO STRAVAGANTE: nel tifo e nell’appartenenza al gruppo trova una risposta alle sue difficoltà di identità, lo sprone per tirare fuori la combattività, sentendosi parte di qualcosa. Ama gli eventi dalla forte connotazione emotiva, capaci di unire il team, proprio come le partite di calcio della squadra nazionale. Giusto accontentarlo con una pizza dai sapori decisi, come la Patate e Salsiccia o la Parmigiana, magari da dividere con i compagni di tifo. 

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