Dimissioni Malinconico, Alla ricerca di un nuovo Sottosegretario all’Editoria

(RAVAGLI)- FOTO ARCHIVIO - CARLO MALINCONICO SI DIMETTE DA SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DOPO UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI. CENTRO DELLA DISCUSSIONE SCANDALO DELLE VACANZE PAGATE DALL'IMPRENDITORE DE VITO PISCICELLI. NELLA FOTO CARLO MALINCONICO FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto}:

E così Carlo Malinconico alla fine si è dimesso. La polemica che lo ha riguardato durante gli ultimi giorni (si sarebbe fatto pagare una vacanza da alcuni imprenditori) lo ha spinto a fare un passo indietro, anche dopo l’incontro di questa mattina con il presidente del Consiglio Mario Monti.

Il ministro per gli Affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi, fa sapere di essere “molto dispiaciuto per la vicenda del sottosegretario all’editoria e agli Affari regionali, Carlo Malinconico, di cui ho avuto modo di apprezzare, in questo breve periodo, l’intelligenza e la leale collaborazione”. Ma Malinconico non poteva fare altrimenti.

La politica applaude il gesto dell’ormai ex Sottosegretario all’Editoria. Fra i primi a commentare Antonio Di Pietro, che ha apprezzato la decisione di Malinconico: "Credo che abbia fatto bene", ha detto il leader dell’Italia dei Valori, "e’ stato un gesto di responsabilita’ per evitare imbarazzi all’esecutivo e per poter piu’ liberamente far valere le proprie ragioni, se ne ha".

Sulla stessa linea le parole di Pier Luigi Bersani: “La decisione del sottosegretario Malinconico di rassegnare le dimissioni e’ un gesto responsabile – osserva il leader del Pd – da parte di chi ha deciso di far prevalere il pubblico interesse su ogni altro tipo di considerazione".

Dice la sua anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per il quale le dimissioni di Malinconico sono “un segnale di stile importante”. “E’ importante fare un passo indietro” quando ci sono delle voci che girano, ha precisato il primo cittadino della Capitale.

“Ritengo che le dimissioni, non dovute, del professor Malinconico dal ruolo di sottosegretario siano un segno del suo alto senso delle istituzioni. E’ una persona seria e la nostra stima nei suoi confronti non viene meno": così Mario Baccini, presidente dei Cristiano popolari del Pdl.

L’Udc parla attraverso il suo segretario, Lorenzo Cesa: "La scelta del sottosegretario Malinconico di lasciare il suo mandato è degna di grande rispetto e considerazione, e suggerisce a tutti noi due riflessioni profonde. Primo, i galantuomini come Malinconico non possono accettare di difendere i loro incarichi ad ogni costo. Secondo, la cultura del sospetto non può diventare la regola della politica italiana".

Fra i parlamentari eletti all’estero si fa sentire Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà eletto nella ripartizione estera Europa: “Appena poche ore dopo l’inizio delle polemiche sulla vacanza del sottosegretario ecco che arriva rapida e puntuale la dimissione dello stesso, un segnale inequivocabile di serietà e compostezza a cui siamo onestamente poco abituati".

Intanto con l’uscita di scena di Malinconico resta vuota la poltrona da sottosegretario all’editoria. E adesso? Per Giorgio Merlo, Pd, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, il dipartimento deve essere “gestito direttamente dal Presidente Monti". Si richiede massima urgenza per un settore “che rischia di andare a picco, con la chiusura di centinaia di testate locali, se non interviene una riforma capace di salvaguardare un pezzo importante del pluralismo culturale, sociale e politico del nostro Paese".

Anche Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà, chiede che sia Mario Monti ad occuparsi del settore dell’Editoria, almeno fin quando si troverà una persona in grado di sostituire Malinconico. Anche perché, fra i vari temi sul tavolo, c’è anche quello di Rai Internazionale, molto caro a milioni di italiani residenti all’estero: “Non sarà forse il caso che lo stesso presidente Monti si assuma la responsabilità delle deleghe all’Editoria, affinchè certi importanti temi, come appunto quello di Rai Internazionale, possano essere affrontati con maggiore velocità? Noi ce lo auguriamo – conclude Romagnoli – , per il bene di tutti gli italiani nel mondo che dal primo gennaio hanno perso quel canale che rappresentava per loro un fondamentale filo diretto con l’Italia".

A chiedere “subito un successore” all’Editoria è anche la Fnsi. Il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, commenta: "Le dimissione del professor Carlo Malinconico confermano la sua sensibilità istituzionale e umana. Con lui la Federazione nazionale della stampa italiana ha avuto una doppia interlocuzione, nell’attenzione ai problemi del sistema dell’informazione e alle azioni possibili di tenuta e rilancio, sia nella sua ancora breve attività di Governo, sia prima come rappresentante degli editori. Ci auguriamo ora – prosegue Siddi – che, nell’individuazione del nuovo sottosegretario all’Editoria, il Governo Monti nomini una personalità competente e dotata delle giuste sensibilità per affrontare l’emergenza di un settore che ha bisogno di garanzie essenziali subito".

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