Di Pietro: “Manovra? Ci siamo indebitati ancora, alla fine dovranno pagare i nostri figli”

“Mi aspetto che oggi con un gesto di dignità Tria spieghi perché fino all’altro ieri non andava bene e ieri sì. Il dramma italiano non è questo governo, sono i boccaloni che gli vanno appresso”

Antonio Di Pietro sulla manovra, a Radio Cusano Campus: “Aldilà delle virgole e delle percentuali, vuol dire che ci siamo ancora indebitati. Il problema è che non è una questione di percentuali, è una questione di miliardi che noi facciamo come debiti e noi dobbiamo pagare. Chi li paga? Li pagheranno i nostri figli. A casa sua se c’ha un debito, vorrebbe avere di più, si indebita ancora di più e poi alla fine qualcuno ti viene a prendere la casa. Ma qui si dice: siccome nella mia famiglia siamo poveri, eccoti un po’ di soldi. Il problema non è il reddito di cittadinanza, è non prendere i soldi a debito per il reddito di cittadinanza. Restringi le spese meno necessarie, fai pagare le tasse invece di fare i condoni e i soldi prendili lì. I soldi che non portano resa sono soldi persi. Io mi aspetto che oggi con un gesto di dignità Tria spieghi perché fino all’altro ieri non andava bene e ieri sì”.

Su Ponte Morandi. “Il decreto di ieri è pericolosissimo. Sono dell’idea che chi rompe paga e me lo devi ricostruire pure subito. Se avessero fatto così con Autostrade, al massimo tra un anno avremmo riavuto il ponte. Se invece ti metti a dire che non lo possono fare ma lo devono pagare, non si finisce mai. Il dramma italiano non è questo governo, sono i boccaloni che gli vanno appresso. Conte ha detto: abbiamo fatto un decreto legge, salvo intese. Se uno fa un decreto legge è legge subito dopo che l’ha fatto, come fa a essere salvo intese”.

Sulla nomina di Ermini a vicepresidente Csm. “I 5 Stelle hanno protestato anche troppo poco. Che senso ha mettere a capo del Csm uno che fino a ieri era il capo del settore giustizia del Pd? il Csm che è il massimo organo di rappresentanza della magistratura è composto da una parte da giudici togati e dall’altra di persone laiche, quindi non della magistratura. Il vicepresidente deve essere uno di questi 5 laici. Questa volta, 4 non erano politici e sono andati a prendere l’unico politica. Il problema non è che sia del Pd, ma che sia un politico. E’ una scelta sbagliata. E’ un messaggio grave, che permette di dire che la magistratura non è indipendente dalla politica. Ermini lo conosco bene, è una bravissima persona, il problema è il messaggio che si manda. A me è sembrata una nomina fatta contro. Siccome le altre 4 persone non erano state scelte dal sistema della politica, loro hanno votato uno della politica. Lo hanno votato anche colleghi magistrati che si sono piegati ad accettare una soluzione che per loro è di compromesso, ma secondo me non è di compromesso e fa male all’immagine della magistratura”.