Di Pietro attacca Monti e Napolitano: ‘Son peggio di Berlusconi’. Il Pd: offese vergognose

WCENTER 0XLLAJSIBE Giorgio Napolitano e Mario Monti al convegno "The Age of Europe" nella Certosa di Pontignano, in una immagine di archivio. ANSA/CARLO FERRARO

Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori, e il responsabile del dipartimento giustizia del partito, Luigi Li Gotti, attaccano duramente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio, Mario Monti. In un post pubblicato sul blog dell’IdV, scrivono: "La nostra Costituzione e’ tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potesta’ delle Camere. Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d’aver raggiunto l’apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti-Napolitano". "C’era una volta la democrazia parlamentare, luogo di confronto e di elaborazione dei disegni di legge. La nostra Costituzione, all’art.70, rammentava che ‘la funzione legislativa e’ esercitata collettivamente dalle due Camere’. Poi c’era il Governo, anch’esso abilitato a presentare disegni di legge, con una fondamentale differenza: per farlo doveva avere, ogni volta, l’autorizzazione del Presidente della Repubblica, come si legge all’art.87 della Costituzione. Abbiamo usato il verbo al passato, non a caso. La nostra Costituzione c’e’, e’ viva, e’ bella. Ma per molti e’ diventata una pastoia, un ostacolo. Come fare per sbarazzarsene? Hanno trovato l’articolo adatto, il 77: ‘in casi straordinari di necessita’ e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilita’, provvedimenti provvisori con forza di legge’. Ma ci sarebbe un ostacolo: e’ il Presidente della Repubblica che e’ chiamato a vigilare sulla straordinarieta’ della necessita’ ed urgenza. Bella cosa cosi’. Sennonche’ ormai accade, con frequenza bisettimanale, che il Governo ricorra al decreto e il Presidente della Repubblica verifichi, bisettimanalmente, che vi siano i requisiti di straordinaria necessita’ e urgenza. Con la conseguenza che, essendo previsto il termine di sessanta giorni per la conversione dei decreti da parte delle due Camere, il Governo puntualmente pone la fiducia e cosi’ strozza il dibattito parlamentare. Sotto la scure della minaccia-fiducia, infatti, il Parlamento vota quella che in verita’ e’ una sfiducia con ricatto. Bella la democrazia parlamentare, vero? I costituzionalisti partigiani, la chiamano Costituzione vivente – concludono Di Pietro e Li Gotti -. Secondo noi e’ la nostra Costituzione tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potesta’ delle Camere. Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d’aver raggiunto l’apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti-Napolitano".

Il Pd non resiste, non riesce a far finta di nulla, e dopo l’ennesimo attacco al capo dello Stato e al premier, urla a gran voce che con Di Pietro e quelli come lui proprio non ci vuole stare. Walter Veltroni: "Credevamo di averle viste gia’ tutte, ma stavolta Di Pietro si supera nella gara delle offese. L’attacco al presidente Napolitano e al premier Monti come coloro che ‘tramortiscono’ la Costituzione e che sono ‘peggio di Berlusconi’ e’ davvero indecoroso e insopportabile", spiega l’esponente del Pd. "Il Paese vive una situazione di estrema gravita’ a cui il governo e il Parlamento sono chiamati a dare risposte efficaci e immediate, Di Pietro evidentemente pensa ad altro e insulta il presidente del Consiglio che sta cercando di fronteggiare la drammatica crisi che certo non e’ stata da lui prodotta -prosegue Veltroni-, e il capo dello Stato che si e’ dimostrato vero garante della Costituzione e che e’ visto dagli italiani come un punto di riferimento sicuro in questi giorni tempestosi’.

Si fa sentire anche Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della Vigilanza: "Ma perché l`on. Di Pietro continua ad attaccare a testa bassa e con rara tenacia il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio? Accusandoli addirittura di svilire la democrazia e non rispettare la prassi democratica? Ma di fronte a queste posizioni addirittura incommentabili, chi sono i Democratici che perseguono ancora l`obiettivo di un`alleanza politica e programmatica con l`Idv?".

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