Di Maio, “reddito di cittadinanza ci deve essere”

Vicepremier e ministro del Lavoro: “Noi facciamo il reddito di cittadinanza per aiutare le persone a trovare lavoro. Non le vogliamo pagare perché restino sul divano a non fare nulla"

Luigi Di Maio tra 5 anni come si immagina? “In un Paese con una disoccupazione molto più bassa” risponde il vicepremier in una intervista a La Verità: “Non faccio numeri, ma una promessa: non mi vanterò dei dati di crescita dell’occupazione come fanno i ministri del Lavoro”, “mi impegno a non farlo. E’ semplice cadere nella trappola: ‘+130 mila assunti’, ‘+150 mila assunti’… Quelli non sono veri assunti. Sono contratti a ore. Se si volesse far esplodere quel dato, sarebbe un attimo: basta reintrodurre i voucher. Ma non aumenta davvero l’occupazione”.

Conte? “La persona giusta: osso duro. Lo conosco da tempo. Uno tosto, studia, mai superficiale. Al tavolo delle trattative sa farsi valere”. Interrogato su quale sia stato il momento più duro dalle elezioni ad oggi risponde: “I giorni dell’impeachment. Per fortuna, da quel momento è poi sbocciato un clima nuovo anche nei rapporti con il Quirinale”.

Con la Lega va “come previsto. Stiamo lavorando bene. Ci sono cose su cui non siamo d’accordo, ma sono fuori dal contratto. Per il resto ho trovato lealtà”. E interrogato se sia spaventato dall’eccesso di visibilità di Salvini risponde: “No, non ho di questi complessi. Mi basta sentire, quando vado in giro, tanto entusiasmo e voglia di fare, come mai avevo sentito prima. Ho la sensazione che la gente ci consideri un governo compatto”.

Durerà cinque anni? “Me lo auguro, perché ci sono tante cose da realizzare”, “siamo concentrati a realizzare quanto previsto nel contratto”. E sul futuro della alleanza commenta: “Oggi, in base alle ultime rilevazioni, Mas e Lega raccolgono insieme il 58% dei consensi degli italiani proprio perché corrono da sole”.

Alla legge Fornero “ci stiamo lavorando”, “pima introdurremo quota 100, poi quota 41. Con uno sguardo attento a opzione donna e agli esodati”. Prossimo obiettivo anche le pensioni d’oro: “Sono determinatissimo. Mi pianto in commissione e seguo tutto l’iter. Sto pensando anche di scendere a 4.000 euro netti, dopo aver visto i dati”, “i pensionati italiani non si devono spaventare. Saranno colpite solo le pensioni privilegiate, quelle che non sono sostenute dai contributi versati”.

Sull’Europa: “Ci servono margini di bilancio. Abbiamo detto che è la fine dell’austerity e così dev’essere. Noi siamo persone responsabili, non vogliamo certo strappare. Ma a Bruxelles devono sapere che non stiamo più a rimorchio”. “Quello che si è visto sugli immigrati è solo l’antipasto di quello che vedranno sul piano economico”, “il cambio è totale. Prima vengono le persone, poi gli indici. E se serve li terremo inchiodati alle 4 di notte per ottenere ciò che è necessario a cambiare questo Paese”.

Sui 17 miliardi da trovare nella manovra d’autunno “ci sta lavorando il sottosegretario Laura Castelli” e non c’è il rischio di una patrimoniale (“assolutamente no”) e non aumenteranno le tasse: “No, anzi. Troveremo anche i soldi per disinnescare l’aumento dell”Iva”.

Il ministro e vicepremier Luigi Di Maio fa il punto sui costi del reddito di cittadinanza, ribandendo che “ci deve essere”: 15 miliardi, più i 2 per i centri per l’impiego. “Solo il primo anno – precisa -. I 2 miliardi sono una tantum. E il resto andrà a calare. Noi facciamo il reddito di cittadinanza per aiutare le persone a trovare lavoro. Non le vogliamo pagare perché restino sul divano a non fare nulla”, “ho mille idee su come creare nuove opportunità di lavoro. E su come far conoscere quelle che già ci sono. Per esempio: bisogna modificare il codice degli appalti”, “oggi ci sono 10 miliardi di investimenti, già stanziati, in pancia agli enti pubblici” e “sono bloccati da questo codice degli appalti complicato e illiberale”. E sul rimettere in piedi le agenzie per l’impiego entro un anno ribadisce: “Ce la dobbiamo fare. Sto partendo per la Germania. Incontrerò il ministro del Lavoro tedesco, loro sono un modello da questo punto di vista, hanno un know how pazzesco. Da noi l’agenzia di Reggio Calabria non comunica con quella di Crotone…”.