Detenuti italiani all’estero, Santo Domingo: Comites segue caso Wagner Vulso

Il Comites si è attivato e nell’incontro a Roma tra il sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo e l’ambasciatore italiano nella Repubblica Dominicana, Andrea Canepari, se ne è parlato. La vicenda del nostro connazionale viene seguita da molto vicino dalle nostre istituzioni

Paolo Dussich, presidente Comites Panama

Santo Domingo – Se si vuole sapere a cosa serve un Comites basta vedere come funziona il nostro, che per la verità stiamo spartendo con Panama, ma che di fatto è nostro. Wagner Vulso non è stato abbandonato. Gli amici Vittorio e Gianni hanno lanciato l’allarme del suo grave stato di salute: “Aneurisma dissecante di aorta e aorta sclerosi” che richiede cure immediate o se del caso un intervento chirurgico urgente.

Il Comites si è attivato e nell’incontro a Roma tra il sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo e l’ambasciatore italiano nella Repubblica Dominicana, Andrea Canepari, se ne è parlato.

L’attenzione delle nostre autorità è focalizzata sulla vicenda e questa è una buona notizia per Wagner e per la nostra comunità.

Paolo Dussich, presidente del Comites, e Flavio Bellinato, segretario, hanno trascorso alcuni giorni fa un’intera giornata tra San Pedro e La Romana. Hanno partecipato all’udienza e poi si sono recati ad attendere il Vulso al carcere La Cucama di La Romana per avere un incontro che non è stato possibile per problemi di trasferimento del connazionale.

Flavio Bellinato

Al riguardo riferisce Flavio Bellinato: “L’udienza è stata rinviata al 25 settembre su richiesta dell’avvocato difensore. Siamo andati anche al carcere di La Cucama a La Romana, ma purtroppo il trasferimento da San Pedro (dove c’era l’udienza) si è probabilmente dilatato di molto perché noi abbiamo aspettato dalle 13:00 fino alle 16:30 e non era ancora rientrato e non si sapeva quando sarebbe arrivato”.

“Ho anche avuto modo di leggere la sentenza di primo grado (27 pagine). Sono abbastanza sicuro – ha concluso Bellinato – che il 25 settembre si entrerà al fondo della causa. Questo è ciò che il giudice ha fatto capire in udienza ieri. Non mi pronuncio però sull’esito finale”.

Sulla sentenza Bellinato ha dichiarato: “Purtroppo mi manca una pagina, che fa parte del capitolo dedicato alle prove presentate… però ho potuto leggere le testimonianze e alcune delle prove a disposizione e mi sembra che non vi sia nulla di così “schiacciante” che possa permettere di determinare la colpevolezza del sig. Wagner”.

“Per ora abbiamo solo fatto sentire un minimo di presenza e stiamo cercando di capire per bene la complessa situazione che il connazionale sta vivendo dal punto di vista legale. Cercheremo inoltre di aiutare il signor Wagner anche e soprattutto per quanto riguarda il suo stato di salute che, secondo certificati medici di qualche tempo fa, non promettono nulla di buono”.

Dal canto suo il presidente del Comites Cav. Paolo Dussich ha riferito: “Hanno rinviato l’udienza perché l’avvocato difensore è stato sostituito a quanto pare per iniziativa del Vulso. Il giudice ha rimproverato l’avvocato della difesa perché è la seconda volta che l’appello viene rinviato. Il rinvio è per il 25 settembre, ma io sto tentando una mossa disperata per farlo uscire prima del 25. È stata già pagata una cauzione di RD$ 1.200.000.-, ma il pubblico ministero non ha voluto autorizzare la scarcerazione. Voglio intervenire in questo senso”. E ha aggiunto: “La situazione è incresciosa, giusto ieri ho scritto una lettera “pesante” a chi di dovere perché è ora di finirla”.

Si sente spesso in Italia gli avvocati italiani dire che la pena sta nel processo e non nella sentenza. Niente di più vero, la vicenda Wagner Vulso lo dimostra chiaramente.

Un sentito ringraziamento al Comites da parte della nostra comunità per questo intervento, grazie al Sottosegretario Merlo per affrontare il tema durante il suo incontro con l’Ambasciatore Canepari alla Farnesina. Speriamo che il caso Vulso si risolva presto e che il nostro connazionale possa almeno essere sottoposto alle cure mediche urgenti che il suo stato di salute richiede.