Destinazioni da sogno, villaggi abbandonati in Italia

Un vero e proprio patrimonio storico culturale d’inestimabile valore, che però rischia di essere irrimediabilmente disperso. Si tratta di borghi, villaggi e castelli, disabitati da decenni. Abbandonati dai loro originari abitanti perché svuotatisi per varie ragioni, su tutte il progressivo inurbamento della popolazione italiana e lo svuotamento di monti, colline e campagne. Alcuni sono in angoli remoti e suggestivi, accovacciati in valli remote o aggrappati a una montagna.

Utilizzando Google Earth, sarebbero ben 1500 i villaggi abbandonati in tutta Italia – che sono stati identificati e che a volte non sono più presenti sulle mappe, tra l’Appennino dalle Alpi. Molti sono costituiti da vecchie cascine e villette, alcune ville, castelli e chiese, con una storia che si sta perdendo nel tempo.

Tra le iniziative ricordate dalla stampa teutonica si ricorda il medievale Valle Piola, nel cuore dei Monti della Laga in Abruzzo, per esempio, disabitato dal 1977, e venduto per 550.000 euro. O ancora Calsazio nelle Graie in Piemonte – con 14 case in pietra, 50 appartamenti e cinque residenti – che è stato offerto su eBay per 245.000 euro. E poi l’iniziativa più eclatante, come quella di quei sindaci che hanno proposto la vendita al prezzo simbolico di un euro degli immobili di alcuni borghi come Gangi in Sicilia, Carrega Ligure in Piemonte o Lecce nei Marsi in Abruzzo e che meriterebbe di essere replicata ove vi fosse un’opera seria di mappatura e censimento analitico di tutti i villaggi fantasma abbandonati, che probabilmente dovrebbe essere garantita per legge, con un obbligo a carico di regioni e comuni.

Le bellezze addormentate, ricoperte di edera e abitate da cinghiali, sono l’ideale per i turisti, che apprezzano l’isolamento: la maggior parte di loro sono stranieri che comprano case abbandonate e che tentano di ristrutturare. Tedeschi, olandesi, americani, francesi i più interessati.