Deputati Pd Estero, “continua l’impegno per la difesa dei diritti degli italiani nel mondo”

Dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le eccezioni contro il voto per corrispondenza, meccanismo con cui votano i nostri connazionali residenti oltre confine, ecco la nota congiunta dei deputati eletti all’estero con il Pd

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le eccezioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Venezia in occasione del referendum costituzionale relativamente all’articolo 1 sulla sovranità popolare e all’articolo 48 della Costituzione sulla personalità, libertà e segretezza del voto e sull’effettività del voto dei cittadini italiani all’estero.

La Corte si è fermata alla dichiarazione di inammissibilità, senza entrare nel merito. Essa ha precisato che la legittimazione a sollevare l’incidente non toccava a un tribunale della Repubblica, ma, semmai, all’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione.

In una nota congiunta, i deputati eletti all’estero con il Partito Democratico – Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi – commentano così: “Il voto per corrispondenza, voluto da un ampio schieramento di forze parlamentari, è stato individuato come il sistema che meglio traduce il dettato della Costituzione di garantire l’effettività dell’esercizio di voto degli italiani all’estero. Il fatto che sia stato tutelato da questo ennesimo attacco, sia pure con motivazioni di ordine procedurale, ci lascia naturalmente soddisfatti, ma non tranquilli”.

“Sono molte le forze che anche di recente hanno espresso riserve e contrarietà verso questo tipo di esercizio democratico. Alcuni di questi soggetti, per altro, si candidano a diventare anche forze di governo nella consultazione del 4 marzo.

È in gioco un fondamentale diritto di cittadini di pieno diritto che non cessano di essere tali solo per il fatto che risiedono all’estero. Essi, cresciuti costantemente di numero, hanno un modo fondamentale di rispondere a questi attacchi e a queste ingiuste riserve: usare le loro prerogative democratiche e votare nel maggior numero possibile.

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In secondo luogo, votare con responsabilità e trasparenza, rispondendo con i fatti ai mestatori di allarme e ai propagatori di infamia. Le nostre autorità diplomatiche e consolari, a loro volta, sapranno fare fino in fondo il loro dovere per prevenire e circoscrivere eventuali rischi di brogli”.

“C’è infine una prevenzione che uno strumento democratico come il voto consente: scegliere le forze che con i fatti nel corso di questi anni hanno dimostrato di essere dalla parte degli italiani all’estero, dei loro diritti e dei loro interessi. Il Partito Democratico questa prova finora l’ha data sul campo – concludono i dem – e continuerà a darla con pienezza anche dopo l’esito elettorale.