de Palma (MAIE), Casa d’Italia di Zurigo vol.2: nessuna “emergenza strutturale”, la disdetta non è valida

Speriamo e faremo di tutto, noi del MAIE, perché ci sia un repentino “dietrofront” alla richiesta avanzata di abbandonare la struttura entro il 7 luglio prossimo

1- Le motivazioni dell’allontanamento forzato, imposto dal Ministero Affari Esteri e dal PD, il prossimo 7 luglio.

Il 23 maggio 2017, nella sala Pirandello della Casa d’Italia di Zurigo, aperta al pubblico, si è svolto l’incontro con la comunità italiana, hanno partecipato le associazioni, i rappresentanti del polo scolastico che hanno sede nella struttura, l’evento è stato  organizzato dal Comites di Zurigo a cui hanno partecipato, il Console generale d’Italia di Zurigo, il presidente del Comites (PD) di Zurigo ed altri membri, mentre l’Ambasciatore italiano in Svizzera ha rinunciato all’ultimo all’evento per altri impegni  ritenuti più importanti nel Cantone Ticino.
Seduti tra il pubblico, erano presenti il segretario generale del CGIE, sig. Michele Schiavone(PD), ben 4 delegati del comitato direttivo (ASDLI), il cui presidente dell’Associazione svizzera della lingua italiana, sig. Pietro Gianinazzi ha fatto un bellissimo intervento in merito alla salvaguardia della struttura e dell’identità nazionale che essa rappresenta, nonché in favore di tutto il polo studentesco e delle associazioni che hanno sede all’interno, proponendo possibili soluzioni.

Ricordiamo a tutti voi carissimi lettori di www.italiachiamaitalia.it  – il giornale online più visitato dagli italiani all’estero – che la competenza territoriale spetta ai rappresentanti delle istituzioni italiane nel Cantone, unici a poter poi discutere e affrontare le problematiche inerenti Casa d’Italia di Zurigo.

L’incontro è stato organizzato per informare tutti circa le motivazioni e le imposizioni volute dal Ministero degli Affari Esteri, il cui diretto responsabile è il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Angelino Alfano, eletto a tale incarico dal Governo Renzi.
Le motivazioni, date più volte in precedenza ed anche in questa occasione, sono state le seguenti:

L’indispensabile ristrutturazione o meglio “l’emergenza strutturale”, la necessità degli spazi per effettuare i controlli e le rilevazioni necessarie, il termine di scadenza voluta dagli uffici svizzeri competenti in materia.

2- Lo stato attuale della struttura, le perizie tecniche.

Impianto elettrico:

Dopo un’attenta verifica dell’impianto, lo stesso tecnico incaricato dal Comune, ha fatto notare che andavano controllate le prese elettriche, come accade a tutti i proprietari in Svizzera. In merito a questo teniamo a farvi notare che stiamo parlando del lato destro della struttura, essendo la parte più vecchia, in quanto il lato sinistro era già stata messa a norma due anni fa.  La cifra spesa per la parte destra è stata di 42.000 franchi, che sarebbe stata molto inferiore se si fosse provveduto alla normale e periodica manutenzione da parte del proprietario, – ma sorpresa delle sorprese-  non versata solo da chi, secondo il codice delle obbligazioni svizzero in materia di locazione avrebbe dovuto provvedervi, ossia il Governo italiano, bensì anche dagli enti all’interno a cui è stato chiesto un contributo illegale (CO) non ancora restituito.  Controllo dei vigili del fuoco: Intervenuti per controllare la struttura, hanno chiesto di mettere l’indicazione dell’uscita di emergenza, qualche targhette antincendio e qualche chiavistello.

Impianto idrico: Non necessita di alcuna spesa al momento.

Sul tetto alcuni arbusti vanno tolti, la stessa pulizia era stata fatta sette anni prima dagli stessi inquilini, quindi, non dal Governo, perché sappiamo tutti che la natura prende possesso, soprattutto dove l’incuranza del proprietario regna sovrana, visto che negli ultimi 10 anni non è mai intervenuto, quindi grandi sono stati sempre i carissimi connazionali all’estero e gli enti nella casa degli italiani. Spesa totale di poche miglia di euro, non certo di 10.000.000, per poter far sì che tutto vada avanti nel rispetto dovuto agli inquilini e alla collettività.

3 –   Decisione dei Governo PD e del Ministero degli Affari Esteri, sotto tacito consenso eccetto che del MAIE

Il Governo ha deciso che tutti devono sgomberare la struttura entro il 7 luglio. Il presidente, sig. Pietro Gianinazzi, dell’associazione svizzera della lingua italiana (ASDLI) ci fa notare che l’asilo, la scuola elementare, la scuola media, il Liceo Vermigli, le associazioni, il servizio di supporto scolastico, il ristorante italiano saranno allontanati tutti dalla struttura, in modo irrazionale e disorganizzato, arrecando conseguenze gravi anche ai genitori degli studenti e ai 220.ooo italiani residenti nel Canton Zurigo.

4 – Termine di disdetta in territorio svizzero, CO, procedura errata.

La Casa d’Italia, nonostante sia di proprietà dello Stato italiano, è ubicata in territorio svizzero, quindi, deve sottostare al diritto delle obbligazioni in materia di locazione(CO), in particolar modo trattandosi di disdetta, agli articoli: 271, 271a, 272, 272a, 272b, 272c, 272d ,273 ,273a, 273b, 273c, 273d.

Deve essere data una motivazione valida, che come dimostrato non è assolutamente l’emergenza strutturale, deve rispettare la tempistica in merito alle attività commerciali – sei (6) mesi prima e non tre (3) mesi – come effettivamente riscontrabile dagli atti in possesso del Console d’Italia.

La conseguenza di una disdetta, che non rispetta gli articoli sopra citati e neanche l’aspetto formale secondo le leggi italiane e svizzere, è da impugnare immediatamente presso l’ufficio di conciliazione di Zurigo.

La sua totale infondatezza e quindi la sua invalidità è sacrosanta – legge sottostante -.
http://www4.ti.ch/fileadmin/POTERI/GIUDIZIARIO/Locazione/MOD20131014-notifica-disdettalocazione.pdf

Considerando che le motivazioni date dai rappresentanti del Governo e dal Ministero degli Affari Esteri non trovano alcuna veridicità nei fatti  e nella legge, che le spese dei lavori sono minime rispetto anche a quanto incassato dal Governo per la vendita del Consolato di San Gallo, che si potrebbe approfittare del periodo estivo per adempiere a questi interventi di normale manutenzione periodica, che si potrebbe chiedere una proroga dei termini per la ristrutturazione non necessaria così repentinamente per un non imminente stato di pericolo, che nello stesso periodo estivo potrebbero essere fatte le verifiche strutturali, che non vi è alcuna “EMERGENZA STRUTTURALE”, non vedo alcun motivo razionale né legale che possa dare alla lettera, inviata a tutti gli inquilini, valenza giuridica, né del perché debba essere presa in considerazione da parte degli enti della Casa d’Italia di Zurigo, visto che non sarà certo la polizia a mandarli via!

Seguiranno altri articoli su www.italiachiamaitalia.it, per tenervi tutti informati in merito alle prossime iniziative per impedire che oltre ai tanti Consolati già chiusi – eliminando importantissimi servizi ai concittadini residenti all’estero-, si debba voler togliere agli italiani all’estero anche il tetto da sopra la loro testa, è la “Casa degli italiani “.

Il Governo – a guida PD – prenda atto della , mentre i giornali, le televisioni, gli uffici legali e la collettività tutta, in Italia come all’estero, sono già stati da noi (MAIE) avvisati in merito a questo ennesimo affronto fatto agli italiani, ricordando a tutti i lettori e gli elettori che gli eletti all’estero nel PD e negli altri rappresentanti dei partiti e movimenti nel Parlamento, Movimento Associativo italiani all’estero escluso, non hanno mai voluto compromettersi ed ora proverranno a defilarsi dalle loro responsabilità, soprattutto gli eletti in Svizzera, che è impossibile che non sapessero nulla! Votateli ancora!

La calma è la virtù dei forti, quindi, suggeriamo al Ministro Angelino Alfano ed al Governo Gentiloni di ritirare la lettera di disdetta entro il prossimo 8 giugno, termine ultimo per poi si determinerà il da farsi.

Speriamo e faremo di tutto, noi del MAIE, perché ci sia un repentino “dietrofront” alla richiesta avanzata di abbandonare la struttura entro il 7 luglio prossimo, decisione presa in fretta e senza criterio, ma soprattutto molta più ragionevolezza circa le decisioni che saranno prese in futuro, visto che le soluzioni ci sono e sono anche state suggerite in diverse occasioni da più persone svizzere e italiane.

Per eventuali ulteriori informazioni contattare gianinazzi@bluewin.ch o info.maieticino@gmail.com, seguiteci su www.italiachiamaitalia.it