De Gregorio, la Casta salva se stessa: Senato dice no ad arresto

Sergio De Gregorio, il senatore del PdL coinvolto nell’inchiesta sui fondi pubblici concessi al quotidiano “L’Avanti” – all’epoca dei fatti diretto dal faccendiere Valter Lavitola – non andrà in carcere. L’aula di Palazzo Madama, votando a scrutinio segreto, ha scelto di ribaltare la decisione della Giunta che, al contrario, aveva deciso per l’arresto chiesto dalla Procura di Napoli.

169 i voti contrari all’arresto, 109 quelli favorevoli, 16 gli astenuti.

De Gregorio, nel corso del dibattito sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti , parlando in Aula aveva detto: "Voglio difendermi da uomo libero: non ci sara’ pericolo di fuga, ho una moglie e tre bambini piccoli. Non posso reiterare fatti del 2006 ne’ inquinare le prove". Per poi aggiungere: "Fossi stato un cittadino qualunque non mi sarebbe stato riservato questo trattamento".

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, commenta così: “Chi ha votato contro l’arresto del senatore De Gregorio coprendosi con il voto segreto ha assunto su di sè la responsabilità di contribuire, proprio in questo momento, a screditare e umiliare il Parlamento e la politica". Per Finocchiaro non si capisce perché il PdL abbia “imposto al proprio gruppo di respingere la richiesta di arresto”.

A salvare De Gregorio sono stati i voti del Popolo della Libertà, ma non solo. Come spiega infatti una nota congiunta di alcuni senatori pidiellini, “la matematica non è un’opinione. I senatori del PdL presenti in aula al momento del voto su De Gregorio erano 124, i colleghi di Coesione Nazionale 10. Poiché i voti contrari all’arresto sono stati 169 e gli astenuti, che come è noto in Senato equivalgono a voti contrari, sono stati 16, se ne ricava che la senatrice Finocchiaro ha insultato 51 colleghi, molti dei quali appartengono con sofferenza al suo gruppo, che pur non essendo né del PdL né di Coesione Nazionale hanno fatto prevalere il buon senso sulla faziosità".

Entra nel dibattito, a questo punto, Federico Bricolo, presidente della Lega Nord al Senato: "I senatori del Pd hanno poco da indignarsi e lamentarsi perche’ De Gregorio e’ stato salvato con i voti dei gruppi che sostengono il Governo Monti. La Lega, conformemente a quanto dichiarato in Aula, si e’ espressa per l’arresto. Ma anche se i nostri 18 parlamentari non avessero partecipato al voto il risultato finale sarebbe stato lo stesso e cioe’ il voto sarebbe rimasto largamente favorevole a De Gregorio". "Se l’indignazione del Pd non e’ solo a parole ma lo e’ anche nei fatti – prosegue Bricolo – allora lo dimostri abbandonando l’alleanza che ha stretto con il Pdl e gli altri gruppi di questa maggioranza". 

Per Marco Follini, presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, “il voto della Giunta a favore dell’autorizzazione all’arresto del senatore De Gregorio e’ stato capovolto oggi dall’Aula a scrutinio segreto”. Con questa scelta, “si è presa secondo me una decisione ingiusta e si e’ dato un contributo a gonfiare ancora di più il fiume in piena della protesta". Come dire, la casta già fa schifo, gli italiani ci cancellerebbero tutti dall’oggi al domani, e noi non facciamo altro che gettare benzina sul fuoco. Un ragionamento che fila liscio come l’olio.

Felice Belisario, presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, giudica “una vergogna inqualificabile” ciò che è successo in Senato. “Ancora una volta la casta si mette fuori dal diritto per difendere un parlamentare. L’indecente ed ingiustificata pre-assoluzione del senatore De Gregorio e’ un atto di assoluta inciviltà". E sottolinea: “I cittadini verranno con i forconi per ripulire i palazzi della malapolitica”.

“Oggi è un’altra giornata favorevole a Grillo”, commenta il coordinatore nazionale di Generazione Futuro, Gianmario Mariniello. “Dalla mancata concessione degli arresti ai danni di De Gregorio (con voto segreto) alla vicenda lombarda, siamo dinanzi a una classe politica che sembra stia facendo di tutto per essere travolta dal ciclone. Chiusi nei loro palazzi, non hanno capito la lezione delle ultime amministrative e dei recenti sondaggi. Si sveglino – conclude il finiano -, prima che sia troppo tardi".

DE GREGORIO, NON MI ASPETTAVO SOSTEGNO COSI’ FORTE Dopo il voto del Senato che lo ha salvato dagli arresti domiciliari, De Gregorio ringrazia “i colleghi del mio gruppo e altri che non conosco: non mi aspettavo un sostegno cosi’ forte. Evidentemente i colleghi hanno compreso l’inutile sofferenza cui sarei andato incontro". "Ho notato un voto forte e deciso, una presa di coscienza del fatto che gli arresti non devono essere comminati senza motivo”.

De Gregorio ha sottolineato di non volersi ricandidare, per potersi in questo modo dedicare alla vicenda giudiziaria che lo riguarda ma anche, ha spiegato, per favorire il ricambio generazionale di cui il PdL ha bisogno. 

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