De Benedetti e Berlusconi, l’ingegnere e il cavaliere (VIDEO) – di Franco Esposito

L’ingegnere e il cavaliere. “Il berlusconismo è tramontato, è assolutamente finito. Andiamo certamente meglio”. L’ingegnere è Carlo De Benedetti, presidente esecutivo del Gruppo Espresso, un cospicuo protagonista della vita italiana negli ultimi cinquant’anni. Silvio Berlusconi è il cavaliere caduto da cavallo. “All’estero ora la gente mi guarda con rispetto e senza sorrisetto”. Carlo De Benedetti ospite televisivo da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, talk show di successo che ha nell’intervista all’ospite di turno il pezzo forte e più godibile della trasmissione. In genere la guardo con grande interesse, riuscendo di norma ad apprezzarla. L’ultima ancora di più: esemplare l’intervista di Fazio a De Benedetti.  

Domande secche, risposte asciutte piene di valutazioni importanti. Qua e là, diciamo pure spesso, frasi illuminanti e una serie di battute che hanno fatto chiarezza sul senso giornalistico dell’ingegnere, non a caso l’editore di “Repubblica”. Severe parole ha speso De Benedetti su Silvio Berlusconi, che ha definito la sentenza sul Lodo Mondadori la “rapina non solo del secolo, ma del millennio”. In virtù della sentenza, il cavaliere è tenuto a pagare 564 milioni all’ingegnere. “Io oggi dico che la sua è stata la corruzione del millennio”, un’affermazione forte, e la volontà ferma di mettere all’angolo Berlusconi e di smascherarne i magheggi legali tendenti a schivare la pesante condanna.

 

“La difesa di Berlusconi si basa sul fatto che dei tre giudici ne ha corrotto solo uno: ha risparmiato, si vede”. Al presidente Napolitano riconosce la paternità di un “miracolo politico: quello di far uscire Berlusconi in silenzio”. Stimolato dalle intelligenti domande di Fazio in serata di grazia, l’ingegnere ha risposto su tutti i temi di stretta attualità. Argomenti che interessano alla gente, a noi italiani che tante cose stentiamo a capirle. O non riusciamo ad afferrarle minimamente, confusi come siamo dal politichese. “Monti ha ridato credibilità al Paese. Il Monti bis? Il futuro spetta agli elettori, solo a loro”. L’ingegnere Carlo De Benedetti conferma di non aver pensato mai ad un suo ingresso in politica. “La politica però non c’è, rimpiangiamo la Balena bianca. In giro ci sono solo squali che divorano lo Stato, le istituzioni e i nostri soldi”. Trascinato da Fazio, De Benedetti si è soffermato sulla politica interna che continua a fornire scandalosi esempi quotidiani di ruberie a tutti i livelli e di liti tra lavandaie, con tutto il rispetto per signore e signorine che si dedicano a questo dignitoso mestiere. “Alle primarie Pd sceglierò Bersani. Perché lo conosco, lo stimo, è molto perbene, è stato un ottimo ministro. Mi dà un senso di tranquillità e stabilità”. Ritiene che Luca di Montezemolo non scenderà in campo, l’arena della politica non è facile da affrontare, figurarsi se gestibile. “Montezemolo benedirà qualche formazione di centro”.

L’ingegnere e la Fiat. Il licenziamento di diciannove operai in cambio del reintegro di altrettanti, imposto dal giudice, viene definitiva una soluzione “inaccettabile”. De Benedetti non ha lesinato critiche all’operato di Marchionne, indicato da lui come persona che ha notevoli meriti. “Un grande ristrutturatore, un po’ meno bravo nelle previsioni. Su Fabbrica Italia, lui stesso ha detto di aver commesso un errore. Voleva mettere venti miliardi per venti fabbriche, non si capisce perché ora gli stanno stretti diciannove operai”. Una brutta storia, non digeribile dalle persone dotate di un minimo di buonsenso. L’ingegnere non è tenero, proprio no. “Penso sia andata anche bene. Marchionne poteva fare uno ogni dieci come i tedeschi”. I problemi Fiat, la crisi del colosso dell’automobile, l’eventuale richiesta di aiuti? De Benedetti ha escluso questa possibilità. “Tutto quello che l’Italia poteva fare per la Fiat l’ha fatto quattro-cinque volte negli ultimi cinquant’anni, ma ora tocca fare le automobili. Il resto è puro esercizio dialettico”.

La crisi dei giornali, il dramma in cui si dibatte la carta stampata. L’ingegnere è dell’opinione che “i giornali continueranno a vivere per lunghissimo tempo, ma con una foliazione contenuta, meno notizie, più approfondimenti e commenti, e legati ai siti internet”. In materia di editoria, ha passato le consegne al figlio Rodolfo. Erede di fresca nomina del papà, l’ingegnere Carlo De Benedetti. “Non mi sono rottamato, mi occuperò solo dell’Espresso. Non c’era alternativa al mio Rodolfo, né possibile né auspicabile. Così ora mi godo la successione; quando sei “orizzontale” non te la godi più”.

Secondo De Benedetti, il cuneo fiscale rappresenta “la più grande ingiustizia”. Servirebbe una patrimoniale come nella “comunista” Svizzera per ridurre il cuneo fiscale e azzerare la grande ingiustizia. L’ingegnere si dichiara pronto a sottoscrivere questa proposta. L’indicazione è sostenuta da un ineludibile auspicio. “Senza giovani non c’è futuro. Il talento è tutto”. Parole che invitano alla meditazione, ripensiamole, diamoci da fare, scorciamoci le maniche. E guardiamo all’America, che martedì elegge il presidente degli Stati Uniti. “Vincerà Obama; con Romney gli Usa si avvierebbero verso un pericoloso isolazionismo”. Così parlò l’ingegnere Carlo De Benedetti in Tv. Andiamo a vedere dati share e i dati d’ascolto.

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