Dalai Lama, le minacce della Cina al Pisapia – di Marco Chierici

Nella vita come in politica ci sono uomini con le palle e uomini senza; uomini veri, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraqua, come diceva Sciascia. Ci sono uomini, soprattutto in politica e in affari, che tradiscono i più elementari valori morali per denaro o per interesse di bottega. Questi non hanno la mia stima, anche se la bottega in oggetto sarà l’Expo 2015 di Milano.

Notizia delle ultime ore che mi ha schifato è che la giunta del Comune di Milano guidata dal sindaco Pisapia, dopo aver già deciso di riconoscere la cittadinanza onoraria al Dalai Lama, ha fatto un veloce dietrofront dopo che la Cina ha minacciato di non partecipare all’Expo.

Non è la prima volta che mi trovo a denunciare pubblicamente casi simili che hanno coinvolto Cina e Dalai Lama; analoghi comportamenti fecero arrossire anche Obama e Letizia Moratti e molti altri leader politici costretti per il dio denaro a non offendere la grande Cina. Un miliardo e trecento milioni di individui fanno paura ormai a chiunque e queste minacce, questi vergognosi ricatti sono solo all’inizio.

Il nostro buonismo, la nostra stupida e disorganizzata ospitalità hanno reso il terreno fertile a quella che è la prima potenza del pianeta quando si parla di consumi. Lasciamo pure che i cinesi facciano concorrenza "di dubbia lealtà" ai nostri commercianti, alle nostre industrie, alla nostra economia (massacrata dal 55% di tasse) e vedrete cosa succederà al nostro misero e sciocco occidente. Un paese che pubblicamente sbandiera minacce e ricatti per un episodio spirituale e religioso, non merita nessun rispetto e nessun diritto nel panorama delle diplomazie internazionali. La penso e la penserò sempre così.

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