Da Sadiq Khan a Donald Trump – di Emanuela Medoro

Ecco Sadiq Khan, nuovo sindaco di Londra. Figlio di immigrati provenienti dal Pakistan, ha oggi 45 anni. Si laureò in giurisprudenza, si è occupato spesso di diritti umani e discriminazioni nei confronti degli stranieri. Parlamentare del partito laburista britannico, è un musulmano e si dichiara laico. Significa che per la maggioranza dei residenti a Londra aventi diritto di voto, la religione, qualunque essa sia, non solo quella cristiana protestante anglicana, è un fatto privato che nulla ha a che fare con i rapporti dei cittadini con lo stato, non interferisce con i diritti e i doveri dei cittadini.  

In Italia Matteo Salvini, leader dei leghisti, immagina ed ha pubblicamente detto che un giorno questo sindaco si farà esplodere a Westminster Abbey. Indignate proteste sui giornali inglesi. In compagnia di Matteo Salvini possiamo saltare oltreoceano per osservare il suo corrispettivo americano, Donald Trump, miliardario proveniente dal mondo dei macro dollari fatti con le attività immobiliari, noto soprattutto come showman nel mondo della televisione e per mogli di origine straniera, reginette di vistosa e appariscente bellezza. A furor di un popolo che, trascinato ed emozionato dalla sua pittoresca e aggressiva facondia, si è recato in massa alle urne, Donald Trump ha stracciato tutti gli altri concorrenti alla nomination del partito repubblicano per la presidenza. Vedendo lunghe file di gente che vanno alle urne per Trump e i suoi brillanti risultati, gli sconfitti di ieri si restringono oggi dietro a lui, nonostante fossero stati in passato profondamente critici nei suoi confronti, quando evidenziavano una sua estraneità di fondo ai valori del partito repubblicano. Lui vuole costruire mura, scacciare musulmani e messicani dalla sua terra privilegiata, punire le donne che scelgono di abortire, cancellare ogni traccia dell’odiata presidenza Obama e, soprattutto, diminuire la tasse dei ricchi, insaziabili di ricchezze.

Vecchia conoscenza Hillary Clinton, da cui non sono venute idee originali, lei vuole essere la prima donna sulla poltrona della sala ovale della Casa Bianca, e non ci resta che augurarci che ci arrivi, visto la non desiderabile alternativa. Apprendo oggi che, nel caso vincesse, darebbe al marito Bill incarichi nel settore dell’economia.

L’altro concorrente ancora in gara per il partito democratico, Bernie Sanders, vince parecchio, ed energicamente seguita la sua predicazione umanitaria di origine socialista, condannando le troppo marcate differenze di stato economico ed evidenziando la povertà diffusissima nel mondo più ricco del pianeta.

E in Europa che succede? Anzi, nell’Unione Europea. Come al solito, pareggio di bilancio, riduzione del debito pubblico, tagli delle politiche sociali di lontana memoria, a cui si aggiunge la realtà nuovissima dell’accoglienza dei migranti, sempre più numerosi, sempre più disperati, sempre più bisognosi di accoglienza. Le scene dei barconi carichi di disperati alla deriva sul mare, mostrate dalle televisioni, non commuovono più nessuno.

Per le migrazioni, una noterella personale: insegnando la lingua italiana ad un gruppo di giovani uomini richiedenti asilo, provenienti da vari stati dell’Africa e dal Bangladesh, mi sono trovata in difficoltà nel far capire loro l’idea di planisfero, avendo a disposizione una carta geografica che rappresentava tutti i continenti. Debbo incominciare a spiegare che la terra è una sfera, difficile concetto astratto, meglio una bella palla opportunamente disegnata e colorata.