D’Alema, intercettazioni e regali – di Marco Zacchera

C’è qualcosa di incredibile nello sdegno di D’Alema per essere stato intercettato, con il suo nome finito nelle cronache per presunti favori e tangenti. “Bisogna cambiare la legge” si tuona a sinistra, ma nessuno mosse ciglio quando Berlusconi – dai tempi di Scafaro e Borrelli – fu infilzato vivo con centinaia di stralci ed “omissis” di intercettazioni e interrogatori, né la sinistra ha fiatato – due settimane fa – quando lo scomodo ministro Lupi è stato messo in condizione di andarsene senza neppure essere indagato, ma citato da terze persone, intercettate, che parlavano di lui.

Soprattutto non si legge mai di un giudice che abbia denunciato qualcuno per la diffusione di notizie e verbali di proprie inchieste che dovevano essere riservate e invece sono finite dritte in pasto all’opinione pubblica. E’ barbaro questo modo di agire, anche perché milioni di intercettazioni (che costano milioni di euro) spesso non servono a nulla se non a scandalismi pettegoli che mischiano la verità ai “si dice” con condanne preventive che spesso poi non emergono dai fatti.

Un paese civile intercetta poco, tiene conto di solo quanto effettivamente serve per le indagini e distrugge il resto, tutela la privacy dei cittadini non con centinaia di norme bizantine e cretine – come quasi sempre – ma proprio su questi aspetti delicati ed importanti.

Ma noi siamo un paese civile? La nostra giustizia funziona o spesso, nel civile come nel penale, si trasforma in parodia di giustizia?

Tornando a D’Alema, la sua fondazione “ITALIANIEUROPEI” risulta avere avuto cospicui finanziamenti da Lega Cooperative, Associazione Nazionale Cooperative, Lega Cooperative di Modena, Carlo De Benedetti (gruppo Repubblica – L’Espresso), FIAT, Pirelli, Merloni, Alfio Marchini ecc. Non solo: la rivista della sua Fondazione (che secondo “La Stampa”di oggi  tira meno di 1000 copie) esce con sponsor pubblicitari (con taglio minimo di 30.000 euro) pagati da MPS (Montepaschi di Siena), ENEL, ENI, UNICREDIT, Aeroporti di Roma, RAI-TV.  Mi spiegate cosa mai serva alla RAI (pubblica) ed alle altre società para-pubbliche fare pubblicità su un foglio semi-clandestino se non per ingraziarsi il personaggio? E si obbliga la gente a pagare pure il canone!

*già deputato PdL, ex sindaco di Verbania

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