Cultura, Vita (Pd): Troppi errori nella spending review

Dalla Discoteca di Stato al Centro sperimentale di cinematografia, dai soldi di Arcus ai lavoratori di Ales, fino alla soppressione dell’Istituto centrale per gli archivi. Il vicepresidente della commissione Cultura del Senato Vincenzo Vita, Pd, punta il dito sulla parte del decreto sulla spending review che riguarda la cultura e allarga le braccia sconfortato: ‘quanta approssimazione…’. L’impressione, commenta, ‘e’ che proprio questa parte sia stata trattata particolarmente male, con la fretta cattiva consigliera per questioni importanti, a partire dal centro di cinematografia, eccellenza italiana, per arrivare alla scure sulla possibilita’ per gli enti locali di finanziare eventi culturali. Ci sembrano argomenti trattati davvero con leggerezza’.

La battaglia pero’ e’ ancora aperta, assicura il senatore, e si fara’ a colpi di emendamenti. Il Pd ne ha presentati una valanga con l’obiettivo di convincere il governo a fare marcia indietro almeno sui punti considerati piu’ importanti. Si comincia col chiedere l’abolizione degli articoli del decreto che contemplano la riforma del centro sperimentale di cinematografia (‘e’ un assurdo, sarebbe come togliere autonomia al Politecnico di Torino mettendolo sotto l’egida del ministero’). Si prosegue con l’emendamento ‘salva fondazioni’ per sventare la condanna a morte di decine di istituzioni, dalle Fondazioni liriche alla Biennale di Venezia o alla Triennale di Milano, che arriverebbe da un passaggio dell’articolo 4, quello in cui si stabilisce che ‘gli enti di diritto privato che forniscono servizi a favore dell’amministrazione stessa, anche a titolo gratuito, non possono ricevere contributi’ a carico del pubblico. Poi ci sono gli emendamenti per Arcus, la spa del ministero messa in liquidazione dal decreto: niente da eccepire sulla cancellazione della societa’, ma il Pd, spiega Vita, interviene per assicurare che al ministero dei Beni culturali sia garantita la disponibilita’ del 3% sugli investimenti per le grandi opere. E ancora Ales, l’altra societa’ in house del Mibac condannata dal decreto del governo: il Pd, sottolinea il senatore, interviene per tutelare il futuro dei lavoratori. Infine l’emendamento per rendere possibile l’intervento sulla cultura degli enti locali. ‘Noi siamo decisi a non mollare – assicura Vita -. Ci batteremo perche’ la spending review non si trasformi in un omicidio, magari colposo, delle attivita’ culturali italiane’.

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