Crollano compravendite immobiliari, Grilli rassicura su tasse

Crollo delle compravendite di case, anche senza bolla immobiliare. I costruttori edili, travolti dalla crisi economica, lanciano un ulteriore allarme e indicano un -19,6% di compravendite nei primi tre mesi del 2012 (rispetto allo stesso periodo del 2011). Nomisma conferma: non sono mai state cosi’ in calo, sono scese ai livelli degli anni ’90.

Inutile negarlo, l’arrivo dell’Imu e l’aumento del prelievo fiscale hanno il loro peso. Ma il neo-ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli, cerca di rassicurare i proprietari di abitazioni sul fatto che dall’eventuale accorpamento dell’Agenzia del Territorio alle Entrate ‘saranno evitate sopravvalutazioni delle rendite catastali, in potenziale danno del contribuente e ad esclusivo vantaggio dell’amministrazione finanziaria’. Per Confedilizia, pero’ ‘c’e’ un solo modo per evitare questo rischio: introdurre la possibilita’, anche in materia catastale, di impugnare gli atti generali pure nel merito, oltre che per vizi di legittimita’.

Anche il mattone, bene rifugio per antonomasia, sconta dunque gli effetti della recessione. E fra le cause, anche la difficolta’ di accesso ai mutui, diminuiti del 50% nei primi mesi dell’anno. Una soluzione proposta dall’Ance e’ un fondo di garanzia dello Stato a favore delle famiglie. Perche’ esiste ancora una domanda di case insoddisfatta, ha affermato il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, con un fabbisogno potenziale di 582mila abitazioni.

Ma intanto, secondo Nomisma, le compravendite scese nel 2011 sotto quota 600 mila (598.224) quest’anno oscillano tra le 529.306 (-11%), se la tendenza di inizio 2012 sara’ confermata, e le 566.299 (-5,3%) se ci sara’ un’inversione sul fronte del credito o su quello dei prezzi che per le abitazioni nuove sono scesi dell’1,8% e per le usate del 2%.

Il peso del fisco e’ ‘insostenibile’ ha detto Buzzetti spiegando che ‘solo sugli immobili, il fisco pesa ormai per 55 miliardi di euro l’anno, anche a causa della nuova patrimoniale sulla casa introdotta con l’Imu, balzello che e’ valso all’Erario, solo per la prima rata 9,5 miliardi di euro’.

Quindi, questa imposta ‘deve necessariamente cambiare’, ha aggiunto. E il vice ministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, ha assicurato il proprio impegno per escludere il pagamento dell’Imu per gli immobili invenduti per tre anni dall’ultimazione dei lavori.

I costruttori si dicono ormai ‘logorati’ da quasi cinque anni di crisi, in cui sono stati persi 500mila posti di lavoro, 40mila imprese (dalla fine del 2009) e molte altre sono sull’orlo del fallimento, il 26% degli investimenti, pari a 43 miliardi, portando indietro le lancette a meta’ del 1970. Entro fine 2012, l’Associazione dei costruttori stima un calo degli investimenti del 6%, superiore al -5,3% del 2011 e alle previsioni di -3,8%. Penalizzata la costruzione di nuove abitazioni che dal 2008 avra’ perso il 44,4%.

Confindustria auspica ‘una maggiore comprensione da parte del governo sulla pressione fiscale’, perche’ – ha spiegato il presidente Giorgio Squinzi – ‘frena gli investimenti e danneggia la competitivita’.Per recuperare le risorse, secondo Squinzi, ‘bisogna rafforzare con determinazione la lotta all’evasione fiscale’.

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