Crisi Venezuela, dialogo a metà

Il Governo venezuelano ha accettato di dialogare con rappresentanti del Vaticano e alcuni membri dell'opposizione. È un primo passo verso un possibile cambiamento nel Paese

Il Governo venezuelano ha accettato di dialogare con rappresentanti del Vaticano e alcuni membri dell’opposizione. È un primo passo verso un possibile cambiamento nel Paese. “La Mesa de la Unidad ha partecipato ad una riunione esplorativa convocata dal Vaticano per concertare la realizzazione di un eventuale dialogo con i rappresentanti del governo”. Si sono mostrati disponibili a un incontro partiti politici come Acciòn Democratica, Primero Justicia e Un Nuevo Tiempo.

Voluntad Popular, così come altri 15 partiti politici più piccoli, hanno espresso la loro indisponibilità a partecipare, almeno per ora, poiché “considerano le attuali condizioni di repressione e persecuzione contro l’opposizione e contro il popolo intero inaccettabili, per cui sollecitano gesti importanti a beneficio del popolo e dei prigionieri politici”. Questo il Comunicato Ufficiale, inviato alla stampa.

Le condizioni principali con cui la Unidad accede ad un primo tentativo di negoziato sono le seguenti. 1) Fine della repressione e della persecuzione: questo primo punto è essenziale per poter continuare un negoziato, altrimenti i rappresentanti dell’opposizione lascerebbero immediatamente il dialogo. 2) Il partito Voluntad Popular dichiara che se queste prime condizioni fossero concesse potrebbe incorporarsi al processo intrapreso. 3) Tutti i partiti politici manterranno la lotta  annunciata e ciò comprende: la valutazione parlamentare del Presidente Maduro di fronte alla crisi umanitaria e le proteste pacifiche, come quella del prossimo 3 di Novembre.

Rappresentanti della società civile, quali Rettori Universitari, Economisti, Accademie, Sindacati si sono espressi in queste ultime ore con notevole diffidenza verso un processo che potrebbe dilatare una rapida soluzione di un problema che soffoca il Paese da ben 17 anni e che ha visto nei propositi precedenti soltanto una boccata d’aria per Maduro.
Infine la dichiarazione del Segretario Generale della Unidad Chuo, Torrealba è stata: “Proseguiremo nella nostra strategia di portare avanti la lotta nei tre fronti del Parlamento e anche con le proteste e le denunce a livello internazionale”.

La lotta internazionale prevede infatti l’adesione di molti ex presidenti europei e sudamericani, i quali esprimono la loro preoccupazione sull’inizio del dialogo se viene mantenuto in Venezuela un governo dittatoriale per favorire la transizione a Cuba ed il Processo di pace in Colombia; a scapito e spregio della condizione della popolazione oppressa e affamata, il Paese continua ad inviare barili di grezzo all’isola dei Castro e permette una zona di accoglienza alla guerriglia colombiana proprio al confine.

L’inserimento al tavolo dei negoziati della OEA, del Mercosur, degli ex Presidenti spagnoli Felipe Gonzales e José Maria Aznar e di altri personaggi politici di primo piano porterebbe una rappresentanza imparziale in un dialogo che per ora si presenta come un’ancora di salvataggio per Maduro.