Crisi, Prodi e Berlusconi stessa sorte – di Giampiero Pallotta

La cura dimagrante della struttura dello Stato e’ appena iniziata. Si spera che il governo e il Parlamento riusciranno a condurla a termine. Ma già i Comuni, le Province e i vari Enti inutili hanno alzato la voce e si dicono intenzionati a resistere ad oltranza. E ti pareva! Si tratta di eliminare decine di migliaia di poltrone che fanno felici e ricchi chi vi siede sopra, ma toglie risorse importanti per lo sviluppo dell’Italia. Il governo deve continuare senza farsi intimidire e passi subito al dimezzamento dei parlamentari, una riforma che d’accordo anche Bersani. Finalmente!

Nel 2006 la sinistra, con un referendum, aveva impedito un’analoga riforma che sarebbe entrata in vigore quest’anno.

Poi soltanto la Camera deve legiferare e il Premier eletto dai cittadini deve avere piu’ potere. Ovviamente e’ molto importante reperire i soldi per abbassare il mostruoso debito pubblico, pero’ e’ piu’ urgente la costruzione di una nuova organizzazione dello Stato per renderlo piu’ efficiente e sbagliare di meno. Una volta arrivato ad una buona efficienza, i problemi diventeranno sempre di meno e piu’ facilmente risolvibili. Ad una condizione, pero’, che la classe politica sia meglio selezionata. Quale sistema adottare per raggiungere questo obbiettivo? Potremo avere un’ottima classe politica se i parlamentari e tutti coloro che occuperanno cariche elettive saranno pagati con stipendi normali senza aggiungere nessun privilegio e vitalizio. Soltanto ridimensionando gli stipendi ed eliminando le prebende, entrerà in politica chi genuinamente vuole sacrificarsi per il bene dell’Italia. Rimarranno lontani dalla politica i disonesti, gli intrallazzatori e i farabutti.

Guardando obiettivamente alla situazione politica italiana, i nostri Premier non sono piu’ stupidi o meno preparati degli altri. Ci mettono anche loro buona volontà ad affrontare i problemi. Il fatto e’ che, particolarmente Prodi e Berlusconi, sono stati costretti a non governare. Prodi ha vinto alla Camera per soli 14mila voti, mentre al Senato ne ha ottenuti 200mila in meno. L’armata “Brancaleone” che si e’ trovato a comandare era  rissosa e contraddittoria. Il suo governo era appeso al voto dei senatori a vita. Onestamente chi avrebbe potuto fare meglio? Nel suo caso il “non governare” era l’unica scelta.

Per Berlusconi, se si fa eccezione dei problemi creati da Fini, le difficoltà non sono venute dall’interno della coalizione quanto dall’esterno. E’ piu’ che naturale che il governo venga contrastato dall’opposizione, ma l’ostacolo maggiore per Berlusconi e’ stata la Corte Costituzionale che ha annullato molti provvedimenti con argomenti discutibili. Poi e’ stato combattuto da una parte della magistratura che è arrivata, in qualche caso, a “non applicare” delle leggi approvate dal Parlamento ed ha perseguitato il Premier e molti altri politici a lui vicini con accuse tanto infamanti quanto (a volte) fantasiose. Berlusconi ne ha passate di tutte, tante volte per sua imprudenza o colpa. E’ stato attaccato su tutto con tale accanimento che una persona normale sarebbe crollata e morta da un pezzo. Infine una larga parte del Paese, minoritaria in termini di voti, ma largamente maggioritaria nell’opinione pubblica, è riuscita a mantenere un continuo fuoco di sbarramento “anti italiano”, a tutti i livelli, accusando il governo, anche per i motivi più futili, di agire per interesse personale, di volere il male dei più deboli, di essere un nemico del genere umano. Il risultato e’ lo stesso di Prodi che non ha potuto governare perché i nove partiti della sua coalizione erano costantemente l’uno contro l’altro. Berlusconi non ha potuto governare perché l’intero Paese si è mobilitato per impedirglielo. Gli italiani sono piu’ sensibili alla demagogia che alla verità.

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