Crisi politica? No, crisi della società! – di Antonio Gabriele Fucilone

Penso che quando parliamo di politica, prima di tutto, dobbiamo guardare noi stessi. Ora, noi siamo bravi ad ergergerci a fustigatori dei costumi, quasi come se ognuno di noi fosse un Girolamo Savonarola o un Oliver Cromwell. Però, forse, faremmo meglio a guardare dentro noi stessi. Che la politica non sia eccellente è cosa nota. Che essa sia piena di storture è cosa altrettanto nota. Però, ricordo che l’attuale mondo politico è lo specchio di questa società che sta andando in pezzi. Prendiamo, ad esempio, il calcio. Ieri è stata una giornata di campionato che definire vergognosa è poco. Tra errori arbitrarli che possono falsare un campionato (Milan-Bologna) e successive polemiche, partite sospese per intemperanze dei tifosi (Genoa-Siena) e cori antisemiti dagli spalti dello stadio (Lazio-Lecce), non mi pare che questa giornata di campionato sia stata edificante. Questo è un Paese molto rissoso. A dirlo non sono io, che non sono nessuno, ma le statisiche della European Commission for the Efficiency of Justice: l’Italia è il Paese che nel 2006 ha 4.809 nuove cause in tribunale, contro le 2.672 in Francia e le 1.432 in Germania. Oggi, le cause sono aumentate. Quindi, qualcosa che non va c’è.

Questo è anche un Paese diviso. Non è solo una divisione tra nord e sud o tra i vari campanili. In questo Paese, la gente non ha il senso comune delle cose. Se, ad esempio, quando si fa un’infrastruttura, tutti dicono di essere d’accordo nel farla ma poi arriva un comitato di paese che blocca i lavori. Infatti, tutti sono d’accordo nel volere le infrastrutture ma poi, quando c’è da farle, c’è chi dice di non volerle "sul giardino di casa propria". Inoltre, in questo Paese manca la cultura meritrocratica. Infatti, non va avanti chi merita e chi è capace ma chi riesce ad avere certi favori. In questo Paese si protesta su ogni cosa, meno che sulle cose su cui si dovrebbe protestare. In questo Paese c’è la "cultura del vecchio". Va bene alzare l’età pensionabile ma non è stato fatto nulla per fare lavorare i giovani. La politica non è meno colpevole di altri in tutto questo. Anzi, essa è parte di questa società e, come tale, ne ha acquisito i vizi.

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