Crisi, Maxi manovra martedì alla Camera. Berlusconi: ‘Abbiamo fatto il nostro dovere’

Ora difficili per governo e maggioranza in vista del debutto ufficiale della manovra economica in Parlamento, previsto per martedì. Fra le liti all’interno della maggioranza, i vari distinguo fra le forze d’opposizione, i desiderata delle parti sociali, i "no" degli enti locali, la confusione regna sovrana. Quel che è certo è che il presidente del Consiglio, rintanato nel suo quartier generale di Arcore, ha ricevuto in questi giorni telefonate di ministri, sottosegretari, leader di partito e parti sociali, tutti a dire la propria opinione per cercare di spiegare al premier da quale parte andare. Forse non sanno che il Cavaliere ha le idee chiare: è certo disposto ad ascoltare tutti, ma sa molto bene quali sono i paletti da mettere. Perchè la crisi è fortissima, e spendere ancora non si può più. Per questo Silvio Berlusconi sottolinea, parlando con tutti i suoi interlocutori, che le decisioni prese il 13 agosto dall’esecutivo hanno salvato il Paese da una situazione drammatica. "Abbiamo varato una manovra di tale portata in 4 giorni. Era la condizione indispensabile perché la Banca centrale europea scendesse in campo a difenderci sui mercati. Noi abbiamo fatto il nostro dovere e la Bce è intervenuta ed ha bloccato la speculazione sul nostro Paese. Un risultato importante". Punto.

Certo, i malumori ci sono. Anche all’interno del PdL, con quei frondisti che il Cav non sopporta proprio più, tanto da aver dato ad Alfano l’incarico di incontrarli ed ascoltarli. E poi c’è la Lega, con la sua visione rispetto alla riforma delle pensioni. E’ proprio Angelino Alfano, segretario politico del PdL, ad avvertire Umberto Bossi: "Siccome non si può fare una crisi di governo, faremo un ultimo tentativo per dire alla Lega che è ragionevole che vivendo più a lungo si vada in pensione più tardi e ciò senza mai toccare i diritti acquisiti di chi la pensione ce l’ha già".

La maggioranza terrà, assicura Alfano, che esclude qualunque ipotesi che parli un governo tecnico: è "un’ipocrisia", così come il fatto di sostituire il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: "Non si cambia un giocatore, peraltro eccellente, all’80esimo della partita, dal momento che ha lavorato bene muovendosi tra paletti stretti".

Martedì la maxi manovra arriva alla Camera. In Italia il clima politico è rovente; un po’ come quello meteorologico…

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